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URCA…IL BURQA!!

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URCA…IL BURQA!!

Chi conosce Follett ormai sa che è sua abitudine esprimere il proprio parere sugli avvenimenti che circondano la vita di tutti i giorni, che alle volte ne sconvolgono le giornate e  ne colpiscono intimità, carattere, convinzioni, libertà. Aspetti per il rispetto dei quali si deve sempre rispondere con il massimo rigore ed impegno per la difesa dei propri diritti, della propria cultura e degli spazi di cui ciascuno di noi ha diritto di usufruire.

In più è sua abitudine trattare questi argomenti non tanto quando sono all’apice della loro rilevanza mediatica e potrebbero ingenerare confusioni e male interpretazioni, ma  quando i fari si sono spenti, lontano dai riflettori, dalle polemiche, dai condizionamenti, lasciando lo spazio ed il tempo alla meditazione, alla riflessione e all’approfondimento.

E’ sua intenzione presentarvi le sue riflessioni in proposito, le sue meditazioni, scrivendole in questo spazio e porgervele con la speranza che ognuno di voi possa/desideri/voglia dare il proprio contributo intelligente.

La foto in apertura rende chiaro che intendo scrivervi relativamente alle polemiche roventi di queste ultime settimane legate agli eventi luttuosi che hanno coinvolto SANAA, la ragazza marocchina che è stata uccisa a coltellate dal proprio padre SOLO perchè voleva vivere da italiana, europea e voleva amare il suo fidanzato italiano.

Intendo scrivervi della violenza barbarica di cui, durante una manifestazione civile, il deputato SANTANCHE’ è stata oggetto quando ha avuto il coraggio di manifestare la necessità del rispetto delle leggi italiane da parte di tutti: quelli che ci sono nati, quelli che ne hanno la cittadinanza, coloro che ci risiedono e tutti quelli che  hanno il piacere di vivere qui e che l’Italia accoglie.

Intendo scrivervi della deplorevole figuraccia fatta dall’IMAM di Milano (che dovrebbe essere la massima autorità religiosa e avere in se la cultura nel saper parlare, la tolleranza nel saper ascoltare e la sapienza nel saper vivere) che è stato protagonista di un ignobile attacco di intolleranza nei confronti di tutti gli invitati al dibattito durante la trasmissione “Domenica cinque” su Canale 5, Domenica 27 settembre u.s.

Il ragionamento nasce dal fatto che l’Italia, è diventata o è stata fatta diventare una nazione globale, con la presenza di diverse etnie e culture. E’ diventato per noi abituale, nelle nostre strade, nei nostri uffici, nei mezzi di trasporto e in tutti gli apparati produttivi, avere a che fare con persone comunitarie ed extracomunitarie.

Di per sè la convivenza con diverse etnie non è un fatto contrario alla morale ne al vivere civile e non è neanche criticabile dal sottoscritto. Questa convivenza ha sicuramente molti aspetti positivi: sociali, culturali, di integrazione, di universalità della cultura, di esperienza e di conoscenza.

Ma ne ha anche di negativi: la necessità di prevaricazione, da una parte delle popolazioni comunitarie o extracomunitarie ospitate in Italia o residenti, della nostra cultura, dei nostri credo (politici e religiosi), della base della nostra libertà di espressione, di culto, di convivenza e a vantaggio della cultura dell’etnia del momento.

Molti di voi hanno viaggiato per il mondo, hanno osservato attentamente modi, usi e culture dei paesi visitati. Molti di voi hanno apprezzato alcuni di questi aspetti e criticato altri ma solo perchè lontane dal nostro modo di vivere di pensare e lontane dalla nostra cultura. Critica pintesa come capacità di osservazione e di confronto con la corrispondente situazione propria del nostro mondo e modo di vivere.

Penso altresì che proprio perchè diverso dal nostro mondo tutto ciò che abbiamo osservato, positivo o negatiovo che da noi sia stato giudicato, ha stimolato la nostra curiosità, il nostro interesse e ci ha arricchito di ulteriori conoscenze del mondo e dei propri modi di vivere, crescere e svilupparsi.

Nessuno di noi è mai andato in un paese straniero con l’idea di voler modificare alcunchè di ciò che vedeva, delle abitudini e dei loro usi. Se tutto ciò non ci piaceva avevamo la fantastica possibilità di scegliere di andarcene.

Ma se decidevamo che il luogo ci piaceva era perchè avremmo considerato accettabili i loro usi e costumi e ci saremmo resi disponibili a rispettarli perchè considerati come nostri.

Almeno dovrebbe essere così per il normale vivere comune. Invece in Italia, che è un grande paese e di grande tolleranza, vige la regola della grande  magnanimità in base alla quale tutto può essere messo, sempre, in discussione. Chiunque ha la libertà di esprimersi, e ciò non viene negato a nessuno, ma con una arroganza tale che una richiesta negata si trasforma in una lotta razziale e di culto. L’italia è uno stato laico cristiano e lo sarà sempre per cui gli islamici che vengono in italia devono saperlo ed accettarlo. Se vogliono pregare lo fanno nelle loro moschee e con i loro simboli.

Vogliono essere protagonisti di una sempre maggiore integrazione?? Ben venga, per tutti noi: però non possono pretendere che nelle scuole del nostro stato si debba togliere il crocefisso perchè per l’italiano quello è il simbolo della propria identità religiosa che deve essere accettata da tutti, italiani comunitari ed extracomunitari!!

La legge italiana prevede per la sicurezza e l’incolumità delle persone che per tutte le persone, italiane comunitarie ed extracomunitarie comprese, sia impossibile girare per le strade con il capo coperto tale che li renda irriconoscibili. Gli islamici che vogliono vivere in Italia devono accettare questa regola diversamente non li obbliga nessuno a rimanere, possono tranquillamente andare via. Ma sino a quando vivranno in Italia dovranno sottostare alle leggi italiane.

Secondo voi se un italiano o una comunità italiana andasse a vivere in un paese islamico e chiedesse, pretendendolo, che nelle loro scuole fosse esposto il crocefisso quale reazione pensate che riceverebbero!!! E secondo voi intavolerebbero una tavola rotonda e discuterebbero per capire le esigenze e ragioni di questa richiesta come facciamo noi in Italia??

Lascio a voi la risposta!!!

Lascio a voi anche tutte le altre risposte!!!

Adesso non voglio tediarvi oltre, che ne avrei ancora per molto.

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate e poter avviare con voi un confronto su questo argomento!!!

Per finire, per scherzarci sopra e per dissacrare un po l’argomento vi faccio salutare da una mia cara amica……

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  1. Concordo pienamente conte Follet…..anche io la penso così…..sarebbe giusto che chi SCEGLIE di venire a vivere nel nostro paese (perchè reputa di poterci stare meglio che non nel suo!?!) accetti la nostra LEGGE, CULTURA, TRADIZIONE e quant’altro. L’Italia….paese forse eccessivamente tollerante e stupido in questo contesto…..ma sicuramente può definirsi CIVILE visto che noi non ammazziamo chi non si conforma….come fanno altri popoli.
    Piccolo appunto…..mi fa un pò sorridere quando sento persone che per accusare chi pretende di comandare in casa propria si fa sostenitore di una cultura e, visto l’argomento, di una religione che poi nella sua vita quotidiana non è presente….ma del resto….l’Italia è anche il paese delle incoerenze.
    Ci sarebbe molto da dire in proposito….

    Quanto all’ultima foto…..devo dirti che mi sto facendo la pipì addosso dal ridere!!! ma tanto ho il burqa e non si vede! ahahaahahahhah

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