TRASH TV – “IO VI ACCUSO”

Follett è tornato di nuovo tra di voi amici.
Anche lui, come voi, ha subito il lockdown…ma non si è addormentato….anzi! 

In questo periodo ha avuto modo di trovare moltissimi spunti di riflessione e di discussione tratti dagli elementi di socialità, vissuta o mancata, che hanno messo in maggiore evidenza gli aspetti legati alla percezione che si ha della nostra vita moderna.
E certamente non poteva sfuggirmi la lettera di Marco Galice, un insegnante di Civitavecchia, che ha pubblicato una lettera con cui ha accusato direttamente Maria De Filippi, Alfonso Signorini, Barbara d’Urso e Alessia Marcuzzi, individuati come “principali responsabili del decadimento culturale del nostro Paese”.
Questa lettera è finita sotto gli occhi di molti, vittima di quella dinamica sociale tanto vituperata sintetizzabile con la parola “virale”, decisamente infelice visti i tempi di pandemia che viviamo.
“Io vi accuso” è il titolo della lettera, che riprende il celebre incipit del J’accuse, utilizzato da Emile Zola, attraverso la quale l’insegnante punta il dito contro i quattro conduttori Mediaset citati “e tutta la schiera della vostra bolgia infernale”.
Vi accuso di essere tra i principali responsabili del decadimento culturale del nostro Paese –scrive il docente– del suo imbarbarimento sociale, della sua corruzione e corrosione morale, della destabilizzazione mentale delle nuove generazioni, dell’impoverimento etico dei nostri giovani, della distorsione educativa dei nostri ragazzi.
E prosegue: “[…] con la vostra televisione trash, i vostri programmi spazzatura, i vostri pseudo spettacoli artefatti, falsi, ingannevoli, meschini, avete contribuito in prima persona e senza scrupoli al Decadentismo del terzo millennio che stavolta, purtroppo, non porta con sé alcun valore ma solo il nulla cosmico”. La rabbia dell’insegnante si lega soprattutto all’effetto che un certo tipo di televisione avrebbe sui comportamenti delle nuove generazioni:
Siete complici e consapevoli promotori di quel perverso processo mediatico che ha inculcato la convinzione di una realizzazione di sé stessi basata esclusivamente sull’apparenza, sull’ostentazione della fama, del successo e della bellezza, sulla costante ricerca dell’applauso, sull’approvazione del pubblico, sulla costruzione di ciò che gli altri vogliono e non di ciò che siamo. Questo è il vostro mondo, questo è ciò che da anni vomitate dai vostri studi televisivi”.
L’insegnante chiude la sua lettera (che trovate completa in fondo all’articolo) augurandosi “l’estinzione mediatica e le giuste pene da pagare” per gli accusati. Lo sfogo è potente e sintetizza sicuramente il generalizzato sentimento di frustrazione condiviso da una corposissima fetta di popolazione nei confronti di una TV che per troppo tempo, e sempre di più, risulta assolutamente incapace di adeguarsi ai nuovi linguaggi e soprattutto alle nuove necessità di una società in costante evoluzione.

La colpa viene ascritta soprattutto alle reti generaliste, ma nello specifico si fa riferimento a quelle private e ai suoi volti principali di livello nazionale, che più di altre hanno costruito questo percorso “trash” con programmi che nulla hanno che fare con l’evoluzione della tecnologia, della cultura e dei valori sociali
Ci si potrebbe anche chiedere, oltre alla Tv, quale sia il ruolo che riveste internet nella società! Ma questo è un’altro film che affronteremo un’altra volta.
Intanto vi allego la lettera/sfogo di Marco Galice sperando che riesca a creare il giusto e doveroso sdegno!

Alla prossima

 

IO VI ACCUSO

“Barbara D’Urso, Maria De Filippi, Alfonso Signorini, Alessia Marcuzzi e tutta la schiera della vostra bolgia infernale… io vi accuso. 
Vi accuso di essere tra i principali responsabili del decadimento culturale del nostro Paese, del suo imbarbarimento sociale, della sua corruzione e corrosione morale, della destabilizzazione mentale delle nuove generazioni, dell’impoverimento etico dei nostri giovani, della distorsione educativa dei nostri ragazzi.
Voi, con la vostra televisione trash, i vostri programmi spazzatura, i vostri pseudo spettacoli artefatti, falsi, ingannevoli, meschini, avete contribuito in prima persona e senza scrupoli al Decadentismo del terzo millennio che stavolta, purtroppo, non porta con sé alcun valore ma solo il nulla cosmico. 
Siete complici e consapevoli promotori di quel perverso processo mediatico che ha inculcato la convinzione di una realizzazione di sé stessi basata esclusivamente sull’apparenza, sull’ostentazione della fama, del successo e della bellezza, sulla costante ricerca dell’applauso, sull’approvazione del pubblico, sulla costruzione di ciò che gli altri vogliono e non di ciò che siamo.
Questo è il vostro mondo, questo è ciò che da anni vomitate dai vostri studi televisivi.
Avete sdoganato la maleducazione, l’ignoranza, la povertà morale e culturale come modelli di relazioni e riconoscimento sociale, perché i vostri programmi abbondano con il vostro consenso di cafoni, ignoranti e maleducati. Avete regalato fama e trasformato in modelli da imitare personaggi che non hanno valori, non hanno cultura, non hanno alcuno spessore morale.
Rappresentate l’umiliazione dei laureati, la mortificazione di chi studia, di chi investe tempo e risorse nella cultura, di chi frustrato abbandona infine l’Italia perché la ribalta e l’attenzione sono per i teatranti dei vostri programmi.
Parlo da insegnante, che vede i propri alunni emulare esasperatamente gli atteggiamenti di boria, di falsità, di apparenza, di provocazione, di ostentazione, di maleducazione che diffondono i personaggi della vostra televisione; che vede replicare nelle proprie aule le stesse tristi e squallide dinamiche da reality, nella convinzione che sia questo e solo questo il modo di relazionarsi con i propri coetanei e di guadagnarsi la loro accettazione e la loro stima; che vede lo smarrimento, la paura, l’isolamento negli occhi di quei ragazzi che invece non si adeguano, non cedono alla seduzione di questo orribile mondo, ma per questo vengono ripagati con l’emarginazione e la derisione. 
Ho visto nei miei anni di insegnamento prima con perplessità, poi con preoccupazione, ora con terrore centinaia di alunni comportarsi come replicanti degli imbarazzanti personaggi che popolano le vostre trasmissioni, per cercare di essere come loro. E provo orrore per il compiacimento che trasudano le vostre conduzioni al cospetto di certi personaggi.
Io vi accuso, dunque, perché di tutto ciò siete responsabili in prima persona.
Spero nella vostra fine professionale e nella vostra estinzione mediatica, perché solo queste potranno essere le giuste pene per gli irreparabili danni causati al Paese.

Marco Galice


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