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	<title>Follett &#187; Riflessioni</title>
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	<description>I pilastri della vita</description>
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		<title>ESSERE UOMINI!!!!!</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Feb 2012 15:55:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>follett</dc:creator>
				<category><![CDATA[La vita]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Vita]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="lightbox" title="essere uomo" href="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2010/06/essereuomo.jpg"><img class=" wp-image-1736 aligncenter" title="essereuomo" src="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2010/06/essereuomo.jpg" alt="" width="345" height="291" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Ci sono dei momenti nella vita in cui è necessario fermarsi, fare una sosta &#8220;tecnica&#8221;</p>
<p style="text-align: left;">Riprendere il filo interrotto dei propri valori, riparare il filo corrotto dei propri pensieri, delle proprie abitudini, delle &#8220;vacue&#8221; certezze che hanno albergato nella mente e nel fluire progressivo e monocorde del proprio tempo.</p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-1737"></span>Passano sempre velocemente giorni, settimane, mesi ed anni e sempre più velocemente si alternano albe e tramonti quando il tempo viene considerato ininfluente.</p>
<p style="text-align: left;">In questo veloce turbinio tutto viene triturato, consumato, celato: tutto viene allontanato, nascosto ed abbandonato all&#8217;oblio della mente.</p>
<p style="text-align: left;">In questi attimi che durano una eternità scorre, velocemente lento, il ricordo della propria vita, della propria esperienza, delle proprie necessità e priorità: elementi che occupano la mente e fanno vedere il mondo in cui vivi in un modo diverso, lontano.</p>
<p style="text-align: left;">Un modo ed un mondo che non mi appartiene più e che sento lontano, dal corpo, dal cuore, dalla mente, dagli obiettivi, dalle mie necessità più vere e profonde.</p>
<p style="text-align: left;">Un modo ed un mondo che ricerco costantemente ma che non posso più vivere perchè ne sono stato privato attraverso il sotterfugio, attraverso la perversione del pensiero in base al quale quello che faccio per me, il tempo che dedico a me, è solo tempo sottratto inesorabilmente a qualcun&#8217;altro</p>
<p style="text-align: left;">Un  modo ed un mondo da cui mi sono allontanato, per fortuna, perchè con angoscia e preoccupazione mi sono accorto che ho permesso di farmi cambiare le priorità, ho permesso di farmi allontanare dalle cose veramente importanti della mia vita: me stesso, la ricerca del mio scopo, la ricerca del mio ruolo, la necessità di sognare ad occhi aperti, la voglia di vivere la vita con leggerezza, la necessità di tenermi vivo e stretta la vita senza permettere a nessuno di farmela sfuggire di mano o peggio, controllarmela.</p>
<p style="text-align: left;">In questo tipo di vita tutto dura sempre troppo poco; ogni argomento va consumato in fretta o non considerato, poichè non  rilevante , o peggio, poichè tu che ne parli sei una fonte assolutamente non autorevole.</p>
<p style="text-align: left;">Ma il cammino era a senso unico, i punti da cui si partiva erano sempre quelli e la meta era sempre indistinta perchè non si usavano le giuste lenti per vedere lontano. Sognare, cantare, essere sereno, spregiudicato, leggero&#8230;si&#8230;.leggero&#8230;leggero come una piuma che sfrutta le correnti e cambia direzione.</p>
<p style="text-align: left;">Di contro, invece, è bene che le frazioni di tempo della vita, dall&#8217;istante vissuto a quello necessariamente successivo, diventino sempre più dilatate, durando financo un&#8217;eternità, perché significa che che sono vissute con partecipazione, con passione e con profondo senso di appartenenza e condivisione.</p>
<p style="text-align: left;">E come ogni sosta che si rispetti deve comprendere un check completo.</p>
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		<title>Steve Jobs &#8211; Il genio folle</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 12:03:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>follett</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Persone]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="lightbox" title="Steve Jobs" href="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2011/10/Steve-Jobs.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2305" title="Steve Jobs" src="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2011/10/Steve-Jobs.jpg" alt="" width="446" height="316" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>«Ho sempre detto che se fosse mai arrivato il giorno in cui io non fossi stato più in grado di rispettare i miei obblighi e le aspettative come Ceo di Apple, sarei stato il primo a farvelo sapere. Sfortunatamente quel giorno è arrivato.</p>
<p><span id="more-2304"></span>Ora mi dimetto da Ceo di Apple. Mi piacerebbe essere utile, se il Consiglio di Amministrazione lo ritiene opportuno, come Presidente del Consiglio, membro dello stesso e impiegato Apple. Per quanto riguarda il mio successore, raccomando vivamente che mettiamo in atto il nostro piano di successione e nominiamo Tim Cook come Ceo di Apple. Io credo che i giorni più luminosi e innovativi di Apple debbano ancora venire. E non vedo l&#8217;ora di guardare e contribuire al suo successo in un nuovo ruolo. Ho stretto alcune delle mie più grandi amicizie nella mia vita in Apple, e vi ringrazio tutti per i molti anni in cui sono riuscito a lavorare al vostro fianco. Steve».</p>
<p>Lo vedrà, il futuro. E lo vedrà dall&#8217;alto&#8230;. da spettatore privilegiato come privilegiata è stata tutta la sua vita.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>IL SENSO DELLA VITA &#8211; &#8220;Stay hungry, stay foolish&#8221; &#8211; Steve Jobs</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 08:17:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>follett</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Il senso della vita]]></category>
		<category><![CDATA[La vita]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="lightbox" title="Steve Jobs at Stanford Univesity" href="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2011/06/Steve-Jobs-at-Stanford-Univesity.jpg"><img class="size-full wp-image-2251 aligncenter" title="Steve Jobs at Stanford Univesity" src="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2011/06/Steve-Jobs-at-Stanford-Univesity.jpg" alt="" width="320" height="239" /></a></p>
<p><a title="SensodellaVita" href="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2011/05/SensodellaVita.jpg"><img title="SensodellaVita" src="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2011/05/SensodellaVita.jpg" alt="" width="57" height="29" /></a></p>
<address><span style="font-style: normal;">La trasmissione &#8220;Il senso della vita&#8221; di Bonolis di quest&#8217;anno 2011 è tutta una sorpresa. Già di suo mi piace ma quest&#8217;anno la ciliegina sulla torta sono i discorsi introduttivi. Lettura di brani di grandi personaggi che introducono l&#8217;argomento della trasmissione.</span></address>
<address><span style="font-style: normal;">Quando ha iniziato a leggere il testo dell&#8217;intervento che Steve Jobs ha fatto in occasione delle lauree alla Stanford University non sapevo di cosa avrebbe parlato. Sapevo solo che il suo era un intervento autobiografico ed allora ho pensato: mamma mia adesso ci racconta cosa ha fatto, chi ha conosciuto, quanto è stato bravo.</span></address>
<p><span id="more-2250"></span>Ed invece è stata una sorpresa, mi ha rapito per i dieci minuti impiegati a leggere il suo intervento. Ha raccontato tre storie: <strong>Unire i puntini, Amore e perdita e La morte</strong>.</p>
<p>Tre storie che raccolgono la sua vita, le sue esperienze, le sue delusioni, le sue rinascite, le sue scelte, le sue paure ma soprattutto raccontano la sua grande forza d&#8217;animo e la sua visione della vita: quella visione che lo ha portato ad essere un personaggio pieno di capacità, voglia, inventiva e soprattutto pieno di una forza interiore che non ha uguali o che potrebbe essere la vita di ciascuno di noi se solo lo volessimo.</p>
<p>E&#8217; certamente un modo alternativo di raccontare la propria vita, fatta di nascita non voluta da altri, scelte disattese, sacrifici fatti per altri, rinunce all&#8217;istruzione. Vivere nelle suburbie a contatto con il mondo con la libertà di non avere obblighi stringenti ma proprio per questo poter cogliere al volo tutto quanto di interessante si incontra per la propria strada.</p>
<p>Un insegnamento su cui molti di noi dovrebbero riflettere che diventano poi un indirizzo per poter apprezzare meglio la nostra vita e capire che tutto ciò che abbiamo fatto e facciamo ha un senso: dobbiamo solo sforzarci di trovare quale sia.</p>
<p>Io vi invito a leggere tutto <a href="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2011/06/Il-discorso-pronunciato-da-Steve-Jobs.doc.pdf">Il discorso pronunciato da Steve Jobs.doc</a> ma vorrei soffermarmi su tre frasi, una per singola storia, che mi hanno profondamente fatto riflettere.</p>
<address style="padding-left: 30px;"><em><strong>UNIRE I PUNTINI</strong></em></address>
<address style="padding-left: 30px;">Certamente non era possibile all’epoca ‘unire i puntini’ e avere un quadro di cosa sarebbe successo, ma tutto diventò molto chiaro guardandosi alle spalle dieci anni dopo.</address>
<address style="padding-left: 30px;">Vi ripeto, non potete sperare di unire i puntini guardando avanti, potete farlo solo guardandovi alle spalle: dovete quindi avere fiducia che, nel futuro, i puntini che ora vi appaiono senza senso possano in qualche modo unirsi nel futuro. Dovete credere in qualcosa: il vostro ombelico, il vostro karma, la vostra vita, il vostro destino, chiamatelo come volete&#8230; questo approccio non mi ha mai lasciato a terra e ha fatto la differenza nella mia vita.</address>
<address style="padding-left: 30px;"><em><strong>AMORE E PERDITA</strong></em></address>
<address style="padding-left: 30px;"><em>&#8230;.Sono abbastanza sicuro che niente di tutto questo mi sarebbe accaduto (nella mia vita)  se non fossi stato licenziato dalla Apple. Fu una medicina con un sapore amaro, ma presumo che ‘il paziente’ ne avesse bisogno. Ogni tanto la vita ci colpisce sulla testa come un mattone. Non perdete la fiducia, però. Sono convinto che l’unica cosa che mi ha aiutato ad andare avanti sia stato l’amore per ciò che facevo. Dovete trovare le vostre passioni, e questo è vero tanto per il/la vostro/a fidanzato/a che per il vostro lavoro. Il vostro lavoro occuperà una parte rilevante delle vostre vite e l’unico modo per esserne davvero soddisfatti sarà fare un gran bel lavoro. E l’unico modo di fare un gran bel lavoro è amare quello che fate. Se non avete ancora trovato ciò che fa per voi, continuate a cercare, non fermatevi, come capita per le faccende di cuore, saprete di averlo trovato non appena ce l’avrete davanti. E, come le grandi storie d’amore, diventerà sempre meglio col passare degli anni. Quindi continuate a cercare finché non lo trovate. Non accontentatevi.</em></address>
<address style="padding-left: 30px;"><strong>LA MORTE</strong></address>
<address style="padding-left: 30px;">“Se vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo, uno di questi ci avrai azzeccato”. Mi fece una gran impressione e, da quel momento, per i successivi trentatrè anni mi sono guardato allo specchio ogni giorno e mi sono chiesto: “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?”. E ogni volta che la risposta era “No” per troppi giorni consecutivi sapevo di dover cambiare qualcosa.</address>
<p>Sono stato contento di leggere questo testo,  ma quello che mi è piaciuto di più è la visione della nostra vita futura. Essa altro non è che la trasposizione in avanti di ciò che abbiamo fatto prima unita alla capacità di credere in tutto, in noi, nel futuro, nelle nostre capacita!!</p>
<p>Per cui un degno finale è proprio quello che ci ha voluto riservare Steve nel suo intervento quando, raccontando di un libro icona del suo tempo, ricordava che nella quarta di copertina sotto una foto bellissima erano riportate queste parole:</p>
<address style="text-align: center;"><span style="font-style: normal;"><strong><span style="font-size: medium;">&#8220;Siate affamati, siate visionari&#8221;</span></strong></span></address>
<address style="text-align: center;"><span style="font-style: normal;">&#8220;Stay hungry, stay foolish&#8221;</span></address>
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		<title>IL SENSO DELLA VITA &#8211; Bittersweet Symphony &#8211; The Verve</title>
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		<pubDate>Tue, 17 May 2011 07:14:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>follett</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Il senso della vita]]></category>
		<category><![CDATA[La vita]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="lightbox" title="The Verve-Bittersweet Symphony" href="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2011/05/The-Verve-Bittersweet-Symphony.jpg"><img class="size-full wp-image-2182 aligncenter" title="The Verve-Bittersweet Symphony" src="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2011/05/The-Verve-Bittersweet-Symphony.jpg" alt="" width="360" height="273" /></a></p>
<p><a class="lightbox" title="SensodellaVita" href="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2011/05/SensodellaVita.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2068" title="SensodellaVita" src="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2011/05/SensodellaVita.jpg" alt="" width="57" height="29" /></a></p>
<address><span style="font-style: normal;"><span style="font-size: small;">L&#8217;ultima puntata de &#8220;Il senso della vita&#8221; ha fatto il botto.</span></span></address>
<address><span style="font-style: normal;"><span style="font-size: small;">Iniziando la trasmissione, come suo solito, ha citato il testo della canzone che è la sigla della trasmissione: &#8220;Bittersweet Symphony&#8221; dei &#8220;The Verve&#8221;.</span></span></address>
<address><span style="font-style: normal;"><span style="font-size: small;">E&#8217; proprio vero che la vita, di suo, non procede sempre liscia e ci fa incontrare molti ostacoli nel<span style="font-size: small;"> suo percorso.</span></span></span></address>
<address><span style="font-style: normal;"><span id="more-2181"></span>Se poi nella nostra vogliamo sperimentare nuovi modi di vivere, svegliare le consapevolezze sopite, far incontrare i mondi opposti, esprimere il senso della nostra libertà ma soprattutto se vogliamo conoscere ciò che si cela ai nostri occhi, pur essendo lì a pochi passi da noi, dobbiamo avere la forza di sapere che in questo cammino siamo da soli. </span></address>
<address><span style="font-style: normal;">Nessuno mai potrà capire fino in fondo il tuo senso della vita e  dovrai viverlo e capirlo da solo, perchè nel momento in cui la tua anima vorrà risplendere nessuno potrà mai veramente esserti vicino e cantare per te.</span></address>
<address><span style="font-style: normal;">In quel momento ti renderai conto che la strada da intraprendere è un&#8217;altra: </span><strong>&#8220;è quella che ti conduce nei luoghi in cui tutte le cose si ritrovano&#8221;</strong><span style="font-style: normal;">.</span></address>
<address><span style="font-style: normal;"><br />
 </span></address>
<p style="text-align: center;">E<em>&#8216; una sinfonia dolcemara questa vita <br />
 che cerca di far coincidere gli estremi <br />
 che ti fà diventare schiavo del denaro e poi morire <br />
 ti porterò sull&#8217;unica strada che io abbia mai percorso <br />
 lo sai, quella che ti conduce nei luoghi in cui <br />
 tutte le cose si ritrovano</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Nessun cambiamento, io non posso cambiare <br />
 io non posso cambiare, io non posso cambiare <br />
 ma io sono qui fermo nella mia posizione <br />
 io sono qui fermo nella mia posizione <br />
 ma io sono tra un milione di persone diverse <br />
 giorno dopo giorno <br />
 io non posso cambiare la mia posizione <br />
 No, no, no, no, no</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>io non pregherò mai <br />
 ma stanotte sono in ginocchio <br />
 ho bisogno di udire alcuni suoni che mi facciano riconoscere il dolore che c&#8217;è in me <br />
 lascio che la mia melodia risplenda, che purifichi la mia anima, mi sento libero ora <br />
 ma le strade sono pulite e non c&#8217;è nessuno che canti per me</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>IL SENSO DELLA VITA &#8211; La leggenda del pianista sull&#8217;oceano &#8211; Alessandro Baricco</title>
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		<pubDate>Mon, 09 May 2011 07:51:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>follett</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Il senso della vita]]></category>
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		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="lightbox" title="La_leggenda_del_pianista_sull'oceano" href="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2011/05/La_leggenda_del_pianista_sulloceano.jpg"><img class="size-full wp-image-2143 aligncenter" title="La_leggenda_del_pianista_sull'oceano" src="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2011/05/La_leggenda_del_pianista_sulloceano.jpg" alt="" width="454" height="210" /></a></p>
<p><a class="lightbox" title="SensodellaVita" href="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2011/05/SensodellaVita.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-2068" title="SensodellaVita" src="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2011/05/SensodellaVita-150x104.jpg" alt="" width="48" height="33" /></a></p>
<address><span style="font-style: normal;">Essere veri uomini significa fare grandi cose o fare ciò che è presente e vivido nel profondo del proprio cuore?</span></address>
<address><span style="font-style: normal;">Vivere significa scoprire, correre, girare il mondo in un alternarsi di preoccupazioni, fatiche, lotta con il tempo oppure documentarsi passivamente leggendo ed informandosi.</span></address>
<address><span style="font-style: normal;">E se invece riuscissimo a fare tutto ciò scoprendolo dal proprio scranno, dalla propria posizione, dalla propria postazione </span><span style="font-style: normal;">magari seduti  tranquillamente sulla panca di fronte alla tastiera del nostro pianoforte?</span></address>
<address><span style="font-style: normal;"><span id="more-2120"></span>Nella trasmissione dell&#8217;8 Maggio de &#8220;Il senso della vita&#8221; Bonolis ha citato un estratto del libro &#8220;Novecento&#8221; di Alessandro Baricco da cui è stato tratto il film &#8220;La leggenda del pianista sull&#8217;oceano&#8221;.</span></address>
<address><span style="font-style: normal;">Novecento, il protagonista del libro/film, ha vissuto tutta la sua vita all&#8217;interno di una nave. Quella era la sua vita e non conosceva altro: non la terra, non un palazzo, non una strada, non un negozio. Ma non era infelice, curioso forse, ma non infelice. Sino a quando non ha deciso di scendere da quella nave, almeno una volta.</span></address>
<address><span style="font-style: normal;">L&#8217;infelicità non stà nel non fare, nel non conoscere, nel non capire ma nel fatto che nella propria vita ciascuno di noi vuole capire dove e verso cosa sta andando quando scende i gradini della scaletta della vita.</span></address>
<address><span style="font-style: normal;">Come nella nostra vita quando dobbiamo scegliere di intraprendere una nuova strada abbiamo, anche se pur vaga, una idea di dove stiamo andando, di dove ci dirige il nostro desiderio.</span></address>
<address><span style="font-style: normal;">E quando non vediamo la nostra strada quella che stiamo per lasciare, forse, è proprio quella che dobbiamo tenerci stretta perchè&#8230;.è la nostra!!</span></address>
<address> </address>
<address style="text-align: center;"><span style="font-size: small;">Novecento sulla cima di una scaletta da piroscafo.</span></address>
<address style="text-align: center;"><span style="font-size: small;">Cappotto cammello, cappello, una grande valigia.</span></address>
<address style="text-align: center;"><span style="font-size: small;">Sta un po&#8217; lì, nel vento, immobile, a guardare davanti a sé.</span></address>
<address style="text-align: center;"><span style="font-size: small;">Guarda New York.</span></address>
<address style="text-align: center;"><span style="font-size: small;">Poi scende il primo gradino, il secondo, il terzo.</span></address>
<address style="text-align: center;"><span style="font-size: small;">Fu al terzo gradino che si fermò. Di colpo.</span></address>
<address style="text-align: center;"> </address>
<address style="text-align: center;"><span style="font-size: small;">&#8220;Non è quel che vidi che mi fermò</span></address>
<address style="text-align: center;"><span style="font-size: small;">È quel che non vidi</span></address>
<address style="text-align: center;"><span style="font-size: small;">Puoi capirlo, fratello?, è quel che non vidi&#8230; lo cercai ma non c&#8217;era, in tutta quella sterminata città c&#8217;era tutto tranne&#8230;..</span></address>
<address style="text-align: center;"><span style="font-size: small;">Ma non c&#8217;era una fine. Quel che non vidi è dove finiva tutto quello.&#8221;</span></address>
<address style="text-align: center;"> </address>
<address style="text-align: center;"><span style="font-size: small;">&#8220;Non devi pensare che io sia infelice: non lo sarò mai più.&#8221;. </span></address>
<address style="text-align: center;"><span style="font-size: small;">Aveva la faccia di uno che non scherzava, quando la disse. Uno che sapeva benissimo dove stava andando. E che ci sarebbe arrivato. Era come quando si sedeva al pianoforte e attaccava a suonare, non c&#8217;erano dubbi nelle sue mani, e i tasti sembravano aspettare quelle note da sempre, sembravano finiti lì per loro, e solo per loro. Sembrava che inventasse lì per lì: ma da qualche parte, nella sua testa, quelle note erano scritte da sempre.</span></address>
<address style="text-align: center;"><span style="font-size: small;">Adesso so che quel giorno Novecento aveva deciso di sedersi davanti ai tasti bianchi e neri della sua vita e di iniziare a suonare una musica assurda e geniale, complicata ma bella, la più grande di tutte.</span></address>
<address style="text-align: center;"><span style="font-size: small;">E che su quella musica avrebbe ballato quel che rimaneva dei suoi anni.</span></address>
<address style="text-align: center;"><span style="font-size: small;">E che mai più sarebbe stato infelice.</span></address>
<address>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
</address>
]]></content:encoded>
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		<title>IL SENSO DELLA VITA &#8211; &#8220;Il grande dittatore&#8221; &#8211; Charlie Chaplin</title>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 12:29:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>follett</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Il senso della vita]]></category>
		<category><![CDATA[La vita]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-2100 aligncenter" title="Chaplin-&quot;Il grande dittatore&quot;" src="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2011/05/Chaplin-Il-grande-dittatore2.jpg" alt="" width="360" height="288" /></p>
<p><a class="lightbox" title="SensodellaVita" href="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2011/05/SensodellaVita.jpg"><img class="size-full wp-image-2068 alignnone" title="SensodellaVita" src="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2011/05/SensodellaVita.jpg" alt="" width="62" height="32" /></a></p>
<address><span style="font-style: normal;">Mi sembra che una delle cose più giuste della vita sia condividere i pensieri che i grandi ci lasciano come patrimonio.</span></address>
<address><span style="font-style: normal;">Ed è giusto che ci sia qualcuno che risvegli in noi l&#8217;attenzione per il ricordo di quanto è stato detto combattendo l&#8217;oblio nel quale, invece, la facciamo cadere.</span></address>
<p><span id="more-2058"></span>Per questo sono in pieno accordo con Paolo Bonolis ed il suo &#8220;Il senso della vita&#8221; nell&#8217;aprire la trasmissione con il testo del pensiero di un grande personaggio. Ogni puntata un passo diverso ma in ogni puntata esso diventa lo stimolo stesso per parlare di noi, di quello che ci circonda, di quello che ricordiamo, di quello che non conosciamo: di ciò che viviamo.</p>
<address><span style="font-style: normal;">Delle sofferenze, della gioia, della paura, della ingiustizia, delle grandi colpe e dei grandi gesti.</span></address>
<address><span style="font-style: normal;">Di tutto ciò che, in fondo, è proprio del senso della vita di ciascuno di noi.</span></address>
<address><span style="font-style: normal;">Nella puntata del 1° Maggio Bonolis ha letto il monologo finale tratto dal film &#8220;Il grande dittatore&#8221; di Charlie Chaplin proiettato nel 1940.</span></address>
<address><span style="font-style: normal;">In certi casi ogni commento è puramente superfluo.</span></address>
<p><br class="spacer_" /></p>
<address><span style="font-size: xx-small;"><br />
 </span></address>
<address><strong>&#8220;Il grande dittatore&#8221;</strong></address>
<address>“Mi dispiace, ma io non voglio fare l’imperatore, non è il mio mestiere. Non voglio governare, ne’ conquistare nessuno, vorrei aiutare tutti se possibile: ebrei, ariani, uomini neri e bianchi. Tutti noi esseri umani dovremmo aiutarci sempre, dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo, non odiarci e disprezzarci l’un l’altro.</address>
<address>In questo mondo c’è posto per tutti: la natura è ricca, è sufficiente per tutti noi. La vita può essere felice e magnifica, ma noi lo abbiamo dimenticato. L’avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell’odio, ci ha condotti a passo d’oca fra le cose più abbiette.</address>
<address>Abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell’abbondanza ci ha dato povertà, la scienza ci ha trasformati in cinici, l’abilità ci ha resi duri e cattivi. Pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchinari, ci serve umanità, più che abilità, ci serve bontà e gentilezza. Senza queste qualità la vita è violenza, e tutto è perduto.</address>
<address>L’aviazione e la radio hanno riavvicinato le genti, la natura stessa di queste invenzioni reclama la bontà nell’uomo, reclama la fratellanza universale, l’unione dell’umanità. Perfino ora la mia voce raggiunge milioni di persone nel mondo, milioni di uomini donne e bambini disperati, vittime di un sistema che impone agli uomini di torturare e imprigionare gente innocente.</address>
<address>A coloro che mi odono io dico: non disperate! L’avidità che ci comanda è solamente un male passeggero, l’amarezza di uomini che temono le vie del progresso umano.</address>
<address>L’odio degli uomini scompare insieme ai dittatori. E il potere che hanno tolto al popolo, ritornerà al popolo. E qualsiasi mezzo usino, la libertà non può essere soppressa.</address>
<address>Soldati! Non cedete a dei bruti, uomini che vi disprezzano e vi sfruttano, che vi dicono come vivere, cosa fare, cosa dire, cosa pensare! Che vi irreggimentano, vi condizionano, vi trattano come bestie! Non vi consegnate a questa gente senza un’anima! Uomini macchina, con macchine al posto del cervello e del cuore! Voi non siete macchine, non siete bestie, siete uomini! Voi avete l’amore dell’umanità nel cuore! Voi non odiate, coloro che odiano sono quelli che non hanno l’amore altrui!</address>
<address>Soldati! Non difendete la schiavitù, ma la libertà! Ricordate nel vangelo di San Luca è scritto: “il Regno di Dio è nel cuore dell’uomo”, non di un solo uomo, o di un gruppo di uomini, ma di tutti gli uomini! Voi, il popolo, avete la forza di creare le macchine, la forza di creare la felicità. Voi il popolo avete la forza di fare che la vita sia bella e libera, di fare di questa vita una splendida avventura. Quindi, in nome della democrazia, usiamo questa forza. Uniamoci tutti! Combattiamo per un mondo nuovo che sia migliore, che dia a tutti gli uomini lavoro, ai giovani un futuro, ai vecchi la sicurezza.</address>
<address>Promettendovi queste cose, dei bruti sono andati al potere. Mentivano! Non hanno mantenuto quelle promesse e mai lo faranno. I dittatori forse sono liberi, perchè rendono schiavo il popolo. Allora combattiamo per mantenere quelle promesse. Combattiamo per liberare il mondo eliminando confini e barriere, eliminando l’avidità, l’odio e l’intolleranza! Combattiamo per un mondo ragionevole, un mondo in cui la scienza e il progresso diano a tutti gli uomini il benessere.</address>
<address>Soldati! In nome della democrazia, siate tutti uniti!</address>
<address>Hannah, puoi sentirmi? Dovunque tu sia abbi fiducia.</address>
<address>Guarda in alto, Hannah! Le nuvole si diradano, comincia a splendere il sole. Prima o poi usciremo dall’oscurità verso la luce e vivremo in un mondo nuovo, un mondo più buono, in cui gli uomini si solleveranno al di sopra della loro avidità, del loro odio della loro brutalità.</address>
<address>Guarda in alto, Hannah! L’animo umano troverà le sue ali e finalmente comincerà a volare, a volare sull’arcobaleno verso la luce della speranza, verso il futuro, il glorioso futuro che appartiene a te, a me, a tutti noi.</address>
<address>Guarda in alto, Hannah.</address>
<address>Lassù!“</address>
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		<title>IL SENSO DELLA VITA &#8211; Dopo l&#8217;11 Settembre &#8211; George Carlin</title>
		<link>http://www.follett.it/2011/04/george-carlin-dopo-l11-settembre/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Apr 2011 10:51:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>follett</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Il senso della vita]]></category>
		<category><![CDATA[La vita]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="lightbox" title="11-settembre" href="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2011/04/11-settembre.jpg"><img class="size-full wp-image-2009 aligncenter" title="11-settembre" src="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2011/04/11-settembre.jpg" alt="" width="346" height="255" /></a></p>
<p><a class="lightbox" title="SensodellaVita" href="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2011/05/SensodellaVita.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2068" title="SensodellaVita" src="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2011/05/SensodellaVita.jpg" alt="" width="64" height="33" /></a></p>
<p>L&#8217;uomo è un animale molto strano. Vive la propria vita talvolta intensamente talaltra un pò meno; si emoziona profondamente ma si dimentica con la stessa velocità; lotta ogni giorno, ma alla prima difficoltà si lascia andare; si circonda di persone ma al momento del bisogno si allontana da tutti; è tendenzialmente vicino a chi gli sta vicino ma è restio  a dare spazio a chiunque.</p>
<p><span id="more-2007"></span>Vive il proprio mondo come un recluso e la sua vita non è altro che un lento peregrinare asfittico, pieno di pretese ma senza obiettivi, con la profonda coscienza che, in effetti, ciò che manca sono proprio gli stimoli.</p>
<p>E allora capita sempre un fatto, un evento anche traumatico, che rivoluziona il suo mondo, lo scuote profondamente, mette in dubbio tutte le certezze effimere su cui ha fondato la propria vita e gli mette di fronte l&#8217;esatto niente di cui normalmente si circonda.</p>
<p>Capita quindi che capisce che  ciò che veramente è importante è l&#8217;esatto contrario di ciò che fa e pensa, ogni giorno; è l&#8217;esatto contrario del mondo cui è legato; è l&#8217;esatto contrario dei valori cui è così tenacemente e cocciutamente legato.</p>
<p>Ma l&#8217;importante è arrivare a questo&#8230;&#8230; vivendo, leggendo, ascoltando e percependo la verità rappresentata dalle parole e dalle esperienze di vita!!!!!</p>
<p>Follet ha la prerogativa di essere curioso, di farsi colpire dalle cose, di rifletterci sopra e di condividere le riflessioni con voi.</p>
<p>Sono stato particolarmente colpito da quanto letto da Bonolis nella puntata di qualche giorno fa a &#8220;Il senso della vita&#8221;: una trasmissione che personalmente ritengo intelligente, profonda e piena di significati e spunti di riflessione.</p>
<p>In quella puntata Bonolis ha letto un testo scritto da George Carlin che, per il sottoscritto, era un perfetto sconosciuto. Invece ho scoperto che Carlin era una persona che normalmente viveva la propria vita ridendo e facendo ridere. Ridendo di se e degli altri ma rendendosi conto che ormai si rideva di tutto, soprattutto delle sciagure, degli eventi catastrofici, delle disgrazie. Ed allora, con la sensibilità propria di chi conosce i meandri dell&#8217;animo umano per colpire i sensi del ridere, riesce a trovare in tutto questo il senso del ridicolo: il ridicolo della nostra vita, delle nostre azioni, dei nostri pensieri, dei nostri obiettivi, delle nostre sicurezze&#8230;..della nostra esistenza.</p>
<p>Io non ci ho riso per niente, ma ci ho riflettuto parecchio</p>
<address style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: large;">VORREI SAPERE QUANTI DI VOI, INVECE,</span></strong></address>
<address style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: large;">DOPO AVER LETTO QUESTO,</span></strong></address>
<address style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: large;">SAPRANNO FARSI UNA GRASSA RISATA!!!</span></strong></address>
<p style="text-align: center;">
<address>Il paradosso del nostro tempo nella storia e&#8217; che</address>
<address>abbiamo edifici sempre piu&#8217; alti, ma moralita&#8217; piu&#8217; basse,</address>
<address>autostrade sempre piu&#8217; larghe, ma orizzonti piu&#8217; ristretti.</address>
<address>Spendiamo di piu&#8217;, ma abbiamo meno,</address>
<address>comperiamo di piu&#8217;, ma godiamo meno.</address>
<address>Abbiamo case piu&#8217; grandi e famiglie piu&#8217; piccole,</address>
<address>piu&#8217; comodita&#8217;, ma meno tempo.</address>
<address>Abbiamo piu&#8217; istruzione, ma meno buon senso,</address>
<address>piu&#8217; conoscenza, ma meno giudizio,</address>
<address>piu&#8217; esperti, e ancor piu&#8217; problemi,</address>
<address>piu&#8217; medicine, ma meno benessere.</address>
<address>Beviamo troppo, fumiamo troppo, spendiamo senza ritegno,</address>
<address>ridiamo troppo poco, guidiamo troppo veloci, ci arrabbiamo troppo,</address>
<address>facciamo le ore piccole, ci alziamo stanchi, vediamo troppa TV e&#8230;..preghiamo di rado.</address>
<address>Abbiamo moltiplicato le nostre proprieta&#8217;, ma ridotto i nostri valori.</address>
<address>Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.</address>
<address>Abbiamo imparato come guadagnarci da vivere, ma non come vivere.</address>
<address>Abbiamo aggiunto anni alla vita, ma non vita agli anni.</address>
<address>Siamo andati e tornati dalla Luna, ma non riusciamo ad</address>
<address>attraversare il pianerottolo per incontrare un nuovo vicino di</address>
<address>casa.</address>
<address>Abbiamo conquistato lo spazio esterno, ma non lo spazio interno.</address>
<address>Abbiamo creato cose piu&#8217; grandi, ma non migliori.</address>
<address>Abbiamo pulito l&#8217;aria, ma inquinato l&#8217;anima.</address>
<address>Abbiamo dominato l&#8217;atomo, ma non i pregiudizi.</address>
<address>Scriviamo di piu&#8217;, ma impariamo meno.</address>
<address>Pianifichiamo di piu&#8217;, ma realizziamo meno.</address>
<address>Abbiamo imparato a sbrigarci, ma non ad aspettare.</address>
<address>Costruiamo computers piu&#8217; grandi per contenere piu&#8217; informazioni,</address>
<address>per produrre piu&#8217; copie che mai, ma comunichiamo sempre meno.</address>
<address>Questi sono i tempi del fast food e della digestione lenta,</address>
<address>grandi uomini e piccoli caratteri, ricchi profitti e povere relazioni.</address>
<address>Questi sono i tempi di due redditi e piu&#8217; divorzi,</address>
<address>case piu&#8217; belle ma famiglie distrutte.</address>
<address>Questi sono i tempi dei viaggi veloci, dei pannolini usa e getta,</address>
<address>della moralita&#8217; a perdere, delle relazioni di una notte,</address>
<address>dei corpi sovrappeso, e delle pillole che possono farti fare di tutto,</address>
<address>dal rallegrarti al calmarti&#8230;. all&#8217;ucciderti.</address>
<address>E&#8217; un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.</address>
<address>Un tempo in cui la tecnologia puo&#8217; farti arrivare questa lettera,</address>
<address>e in cui puoi scegliere di condividere queste considerazioni con altri, o di cancellarle.</address>
<address>Ricordati di spendere del tempo con i tuoi cari ora,</address>
<address>perche&#8217; non saranno con te per sempre.</address>
<address>Ricordati di dire una parola gentile a qualcuno che ti guarda dal basso in soggezione,</address>
<address>perche&#8217; quella piccola persona presto crescera&#8217;, e lascera&#8217; il tuo fianco.</address>
<address>Ricordati di dare un caloroso abbraccio alla persona che ti sta a fianco,</address>
<address>perche&#8217; e&#8217; l&#8217;unico tesoro che puoi dare con il cuore, e non costa nulla.</address>
<address>Ricordati di dire &#8220;vi amo&#8221; ai tuoi cari, ma soprattutto pensalo.</address>
<address>Un bacio e un abbraccio possono curare ferite che vengono dal profondo dell&#8217;anima.</address>
<address>Ricordati di tenerle le mani e godi di questi momenti,</address>
<address>perche&#8217; un giorno quella persona non sara&#8217; piu&#8217; li&#8217;.</address>
<address>Dedica tempo all&#8217;amore, dedica tempo alla conversazione,</address>
<address>e dedica tempo per condividere i pensieri preziosi della tua mente.</address>
<address> </address>
<address>E RICORDA SEMPRE: la vita non si misura da quanti respiri facciamo&#8230;.ma dai momenti che ci tolgono il respiro.</address>
<address> </address>
<address> </address>
<address> </address>
<address> </address>
<address><span style="font-style: normal;">George Carlin.</span></address>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Ssssshhhhhh! Il silenzio è d&#8217;oro!!!!</title>
		<link>http://www.follett.it/2010/03/ssssshhhhhh-il-silenzio-e-doro/</link>
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		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 18:06:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>follett</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="lightbox" title="lavocedelsilenzio" href="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2010/03/lavocedelsilenzio.jpeg"><img class="size-medium wp-image-1597 aligncenter" title="lavocedelsilenzio" src="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2010/03/lavocedelsilenzio-300x231.jpg" alt="" width="300" height="231" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Chi conosce Follett sa che a lui piace scrivere per se, ma non solo, su argomenti che sono sia di suo interesse diretto ma che, alle volte, vengono suggeriti dai fatti che lo circondano o dai commenti di amici e conoscenti.</p>
<p>Questo argomento, differentemente dal solito, ha un respiro parzialmente autobiografico e prende lo spunto dal modo in cui ha affrontato la sua esperienza di vita nel suo passato.</p>
<p>Un modo che gli ha consentito di imparare e capire meglio il presente, a cogliere ciò che vive tutto intorno a noi ma soprattutto ha aiutato a capire il senso della vita che ci aspetta.</p>
<p>Il silenzio.</p>
<p>Quello del silenzio è un concetto che può prestarsi ad essere male interpretato o, peggio, interpretato in modo distorto ma è sicuramente uno dei concetti fondamentali della nostra vita e tradizione: lo è appena nati, lo è da ragazzi e, ritengo, lo sia soprattutto da adulti. Da persone cioè che, qualunque sia lo stato in cui si trovano, danno alla introspezione, alla riflessione ed all’autoanalisi  la priorità volta a determinare, dentro di noi, ogni aspetto che riteniamo di dover modificare, sia esso marginale che sostanziale:</p>
<p>Ciascuno di noi prima di diventare adulto, ha vissuto l’obbligo del silenzio come una privazione o, peggio, un limite incomprensibile, almeno per come si è abituati invece nella vita di tutti i giorni.</p>
<p>La parola silenzio è subito associata alla non espressione verbale, alla non comunicazione ed alla incapacità di capire o percepire i pensieri per i quali è, per i più, necessario ascoltare per giudicare.</p>
<p>Per alcuni il silenzio è la privazione stessa della vita, la negazione della parola, dell’espressione dei sentimenti:</p>
<ul>
<li>è ciò che ti isola perché non ti formalizza;</li>
<li>è ciò che ti rende diverso dagli altri e dal tutto;</li>
<li>è ciò che ti rende insopportabile non comunicare;</li>
<li>e ciò che ti nega il libero arbitrio;</li>
<li>il silenzio esprime il panico che precede la non appartenenza, la privazione dell’io.</li>
</ul>
<ul>
</ul>
<p>Tutti questi sono aspetti descritti in negativo ma che sono tipici delle persone che, incapaci di vivere secondo coscienza propria, riescono a farlo solo vivendo dell’apparenza e della superficialità, di parole ad effetto di cui non capiscono i significati, di necessità di usare la parola perché non sono capaci di ascoltare e quindi, tanto meno, di poter comunicare con la parola non verbale.</p>
<p>Per fortuna esistono anche numerosi aspetti positivi nell’accettazione dei canoni del silenzio. In questo senso il silenzio risulta essere la migliore manifestazione per esprimere la propria forza, la propria capacità di riflessione, per poter sempre affermare la propria autenticità e per combattere invece la non appartenenza alle correnti di pensiero narcisistiche dominanti.</p>
<p>Ma il silenzio è come una medaglia: ha due facce: il passato e il presente e mi permetto di esprimere ciò argomentandolo con la mia esperienza personale per rendere più vero ed umano il concetto.</p>
<p><strong>Analizzando il passato</strong> c&#8217;è chi ha vissuto la fase più importante della propri adolescenza nell’assoluto silenzio, ed i questo senso gli esempi prima descritti sono puri esercizi della parola per dare agli accadimenti significati diversi e di comodo.</p>
<p>A queste persone il silenzio, invece, dà la capacità di capire chi si è e di ricercare con difficoltà, sacrificio e sofferenza la propria forza interiore.</p>
<p>Quella forza che dovrebbe aiutare a superare le difficoltà, che si sono incontrate e che si incontreranno, contro tutto e contro tutti… ed alle volte anche contro se stessi.</p>
<p>Il silenzio consente di individuare soprattutto le proprie insicurezze dando la possibilità, con sforzi immani, di trovare la strada della consapevolezza, di far scoprire il rispetto della propria persona contro la superficialità imperante, allora come adesso, che riteneva meritevole di spazio solo chi apparteneva, al branco, alla superficialità, ai modi di maniera: cioè appartenere a tutto tranne che a se stessi.</p>
<p><strong>Da adulto,</strong> invece, il silenzio è la certezza di aver acquisito la consapevolezza, la sicurezza e il rispetto di se stessi. E’ il passaggio obbligatorio per potersi considerare uomo del e nel mondo, che rispetta gli altri, ma pretende lo stesso rispetto, con il proprio carattere, di  buoni costumi e, soprattutto, “libero” di intraprendere la propria strada per continuare a perseguire il miglioramento interiore.</p>
<p>Ultimamente ho sentito parlare molto spesso del silenzio sia con espressione dei propri che di altrui pensieri.</p>
<p>E’ come se, d’un colpo, tutti ne avessero percepito l’esistenza ne avessero capito la essenza più profonda e ne avessero inteso i suoi molteplici significati.</p>
<p>E’ come se, tutto ad un tratto, per usare un esempio sportivo, tutti volessero salire sul carro del vincitore pur non avendo mai partecipato alla gara.</p>
<p>Tutti conoscono il silenzio o perché vi sono stati costretti o per libera scelta. E tutti hanno avuto esperienza di cosa il silenzio rappresenti e di come possa venire usato.</p>
<p>Ma infine cosa è il silenzio, si può definirlo? Secondo me no&#8230;si può solo tentare di descriverlo:</p>
<ul>
<li>Il silenzio è sordo quando usato come distacco dal mondo;</li>
<li>inconfessato quando ci si vergogna della sua presenza;</li>
<li>indagatore quando si agisce di soppiatto;</li>
<li>astuto quando si usa solo l’attenzione per sfruttare le debolezze altrui;</li>
<li>colpevole quando non ci si vuole assumere le proprie responsabilità;</li>
<li>ambiguo quando non si vuole prendere posizione  negativa o positiva che sia;</li>
<li>delusorio quando il mondo crolla addosso e non si ha la forza e la capacità di contrastarlo;</li>
<li>disincantato quando “tanto doveva andare così e quindi non c’è bisogno di commento”;</li>
<li>evocatore quando la mente lavora in una prospettiva temporale nel ricordo del passato e nella costruzione del futuro.</li>
</ul>
<p>Ma il silenzio che a me piace di più considerare è quello “magico”.</p>
<p>E’ il silenzio che ci consente di avere sempre dentro di noi “il fanciullino” e che ci fa godere di tutto ciò che ci circonda con il sorriso sulle labbra.</p>
<p>E’ quello che ci fa godere del tramonto e dell’alba, degli sguardi e dell’esistenza delle persone che incontriamo, della consapevolezza che ciò che ci circonda è positività e che ci sprona sempre di più a porci verso gli altri così come vorremmo che gli altri si porgessero nei nostri confronti.</p>
<p>E’ quello che ci sprona ad essere curiosi, ad approfondire sempre la nostra storia, passata e presente, a non avere paura di conoscere ciò che non sappiamo e ciò che si perde nel passato, a voler sempre rispondere alle domande dei quiz quando non ne conosciamo la risposta.</p>
<p>E’ quello che ci aiuta a riflettere dentro il nostro animo e ci aiuta a dare retta alle nostre richieste più recondite, le curiosità più profonde, la necessità di capire veramente da dove veniamo, chi siamo, cosa rappresentiamo, dove siamo diretti e cosa è giusto per noi; quelle richieste alle quali non diamo mai importanza perché siamo sempre impegnati a ricercare il successo, il rispetto, l’esteriorità, l’apparire, il miglior modo di comunicare, l’essere considerati sempre e ad ogni costi “i migliori”.</p>
<p>Attraverso il silenzio ognuno di noi può studiare ciò che lo circonda nelle sue molteplici sfaccettature e comportamenti, studiarsi nel profondo attraverso gli atteggiamenti tenuti verso se stesso e gli altri, studiare gli altri nel modo in cui si comportano ed affrontano le prove che la vita mette loro di fronte ogni giorno.</p>
<p>Per queste ragioni il silenzio va usato <strong>in modo attivo,</strong> per tendere al proprio miglioramento ed approfondimento interiore, non per essere “migliore” degli altri, ma per essere “migliore” per se stessi e dentro se stessi, avere le capacità di capire e di porgersi, di approfondire e di spiegare sempre di più ciò che si vive partendo da ciò che non si conosce</p>
<p>In questo senso il silenzio è, quindi, la madre della consapevolezza.</p>
<p>Ognuno di noi deve essere, rispettare ed essere rispettato, avere la piena coscienza di sé e degli altri nel pieno rispetto di tutti.</p>
<p>Ma il silenzio è “magico” anche perché ci sprona sempre di più ad avere elevate capacità di analisi critica:</p>
<ul>
<li><strong>verso se stessi</strong>, nella tendenza a capire i propri limiti e, <strong>attraverso la meditazione silenziosa</strong>, a trovare la forza di cambiare i percorsi sbagliati usati </li>
<li><strong>verso gli altri</strong>, capendo che, spesso, il comportamento degli altri è dovuto alla non conoscenza, alla non consapevolezza, alla timidezza, alla sfiducia e alle esperienze negative.</li>
</ul>
<p>In questo modo questa capacità critica, magicamente, migliora i nostri percorsi di vita facendoci avere maggiore conoscenza di ciò che ci circonda, ci sprona a dare sempre di più e a concederci la certezza che l’esperienza e la vita umana è perfettibile in quanto indirizzata verso il miglioramento spirituale, culturale, sia personale che “altruistico”.</p>
<p>E’ proprio in questo senso che penso ciascuno debba lavorare e ritengo anche che sia necessario prendere l&#8217;impegno di continuare a farlo ancora per tutto il tempo che ad ognuno di noi è dato di esistere .</p>
<p>E&#8217; bene continuare a farlo, in silenzio e con la consapevolezza che il proprio miglioramento interiore sia un percorso dolce, ma irto di difficoltà.</p>
<p>E&#8217; bene continuare cercando di avere sempre degli obiettivi impegnativi da raggiungere e a cui arrivare attraverso l’impegno costante.</p>
<p>Obiettivi che consentano di migliorare costantemente e di guidare alla consapevolezza che ogni conquista nella vita, non sia semplicemente dovuta ma meritata perché conquistata con molto lavoro, competenza, dedizione, fiducia ma soprattutto fatica.</p>
<p>Ssshhhhhh&#8230;.adesso basta&#8230;il silenzio è d&#8217;oro!!!!</p>
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		<title>I battesimi sono tutti uguali?</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Aug 2008 16:36:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>follett</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="lightbox" title="Il battesimo del Blog" href="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2008/08/Il-battesimo-del-Blog.jpg"><img class="size-full wp-image-1640 aligncenter" title="Il battesimo del Blog" src="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2008/08/Il-battesimo-del-Blog.jpg" alt="" width="461" height="320" /></a></p>
<p><span style="font-size: small;">Mi chiedo se i battesimi (non quelli cattolici, o non solo) siano tutti uguali. Ne esistono di vari tipi:</span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">il battesimo dell&#8217;aria (il primo volo);</span></li>
<li><span style="font-size: small;">il battesimo della scuola (il primo giorno di scuola)</span></li>
<li><span style="font-size: small;">Il battesimo della patente</span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: small;">Ne avete sperimentati alcuni di questi o ne conoscete anche altri?</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Ebbene io si: esiste anche il battesimo del blog.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Il primo blog, come ogni cosa che viene fatta per la prima volta, non si scorda mai!!!!</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Così come avviene per tutti gli altri non sai cosa aspettarti.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Per cui anche di fronte al battesimo del Blog non sai cosa si nasconde davanti al monitor.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Chissa!!! L&#8217;importante è viverlo.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Iniziamo l&#8217;avventura&#8230;pronti? Viaaaaaaa</span></p>
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