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	<title>Follett &#187; Curiosità</title>
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		<title>LE SALINE CONTI-VECCHI</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Jun 2016 09:42:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>follett</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="lightbox" title="Saline ContiVecchi" href="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2016/06/Saline-ContiVecchi.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-3039" title="Saline ContiVecchi" src="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2016/06/Saline-ContiVecchi.jpg" alt="" width="436" height="299" /></a></p>
<p>Ottant’anni fa entrava in produzione la salina di Macchiareddu, pochi chilometri da Cagliari sulla strada che porta verso occidente. Era stato Luigi Conti -Vecchi, agli inizi del Novecento direttore generale delle Ferrovie Reali della Sardegna, a progettare un destino industriale sullo stagno dove vivevano e vivono i fenicotteri e altre settanta specie di uccelli.<br />
<span id="more-3038"></span>Uno dei luoghi al mondo più ricchi dal punto di vista ornitologico e naturalistico. Fu lui, settantenne con i gradi di generale guadagnati sul campo, a proporre dopo la Grande Guerra un progetto di bonifica e valorizzazione industriale per quella salina e quegli specchi d’acqua così affascinanti soprattutto al tramonto, quando, affacciato dalla sua finestra di direttore delle Ferrovie, poteva apprezzare quelle meraviglie ambientali. E ora Enrico Pinna, uno studioso cagliaritano appassionato di fotografia e di storia, ricostruisce tutta le vicenda delle saline, entrate in produzione nel 1930 e ancora oggi attive ed essenziali nel ciclo del cloro &#8211; soda dello stabilimento Syndial &#8211; Eni di Macchiareddu. Cinquantasette anni, fotografo naturalista e documentarista, Pinna ha già realizzato tre libri sullo stagno. Puntando l’obiettivo sui fenicotteri, si è appassionato a conoscere le vicende della raccolta del sale, «uno spettacolo -dice - che evoca il sapore arcaico e contadino della mietitura e della trebbiatura del grano». Con un lavoro certosino, attraverso gli archivi dell’Associazione degli Industriali ma soprattutto attraverso il sostegno degli eredi dei fondatori e di centinaia di ex dipendenti delle Saline Conti &#8211; Vecchi, ha prodotto un’interessante antologia di foto e documenti. Il risultato del suo lavoro, fatto di immagini, riproduzione di progetti spesso inediti, è un libro, Saline &amp; Villaggio Conti &#8211; Vecchi (Macchiareddu &#8211; Assemini), Tellus edizioni, in vendita in libreria al costo di 35 euro. Amante della natura e dell’economia bio sostenibile, Pinna ha arricchito il suo testo con un saggio di Alceo Vado, uno dei maggiori esperti di pianificazione e architettura in terra cruda. Era stato infatti costruito in ladiri, come si chiama in sardo la terra cruda, gran parte di quel Villaggio di Macchiareddu, oggi scomparso ma ottimamente ricostruito nelle foto d’epoca presenti nel libro. Quel Villaggio, paragonabile per complessità e modernità a una città di fondazione, è arrivato a ospitare a metà del Novecento le famiglie di ben cinquecento lavoratori stabili delle Saline, ai quali andavano aggiunti un migliaio di stagionali nel periodo della raccolta. Soltanto le miniere avevano un numero di dipendenti superiore.<br />
Di quella folla di lavoratori oggi rimangono appena 40 dipendenti fissi, più un’ottantina nell’indotto, ai quali vanno aggiunti, ovviamente, gli stagionali nel periodo di raccolta del sale. Anche da questi numeri si può comunque intuire quale importante ruolo abbiano ricoperto e ricoprano nell’economia del Cagliaritano quelle saline fra Assemini e Capoterra, con propaggini verso Uta. Cagliari era una città industriale, e lo stagno di Santa Gilla una delle aree più utilizzate. Enrico Pinna si ripromette di approfondire la questione con nuovi lavori sulla Cementeria, gli impianti Montecatini poi utilizzati per la città mercato, la Centrale termoelettrica che andava a carbone Sulcis, la Cir ceramiche poi assorbita da Sanac, la Vinalcool, che utilizzava addirittura tre navi per esportare i suoi vini.<br />
Cagliari nei primi decenni del Novecento era una città vivace nella quale Luigi Conti &#8211; Vecchi giocò un ruolo di punta spianando la strada a quelle Saline entrate in produzione, ironia della sorte, dopo la morte del fondatore, al quale subentrò il figlio Guido, che mantenne fede alle scelte del padre costruendo impianti all’avanguardia, simili a quelli francesi della Camargue, e costruendo un villaggio avanzatissimo anche socialmente.<br />
C’erano l’asilo, le scuole, il medico due volte la settimana, le case degli operai avevano il bagno in casa, fatto rarissimo allora in Italia, i contratti di lavoro venivano rispettati, e in pieno fascismo, nel ’37, una vertenza fra carriolanti e Conti &#8211; Vecchi vide questi ultimi cedere alle ragioni dei dipendenti. «Con i Conti - Vecchi il clima sociale era di buona convivenza, uno po’ paternalistico ma molto civile. La differenza &#8211; spiega Enrico Pinna &#8211; si poté comprendere negli anni Cinquanta, quando arrivò alla testa della società Luigi Galimberti, sposato con una delle nipoti dei Conti &#8211; Vecchi. Con lui finisce la gestione sullo stile azienda-famiglia e viene avviata con insolita durezza una ristrutturazione che dimezza il numero dei lavoratori e porta ad aspri contrasti con i sindacati, testimoniati da numerosi articoli apparsi sull’Unità e sull’Unione Sarda».<br />
I Galimberti insistono nella linea dura e negli anni Sessanta mettono fine al Villaggio di Macchiareddu, che si spopola e le cui case di terra cruda vanno rapidamente in rovina. Nel 1988 ciò che resta delle case operaie viene demolito.<br />
Sullo stagno era intanto sbarcato Nino Rovelli, proprietario di Rumianca e Sir, ottimo cliente delle saline ma ostile a Galimberti perché all’imprenditore petrolchimico, come all’Associazione degli Industriali di Cagliari, interessa la nascita del porto canale, osteggiato da Galimberti, sempre più isolato, sempre più duro. Dopo l’introduzione dello Statuto dei lavoratori e mentre cresce lspinta per la realizzazione del porto canale lo scontro fra Galimberti e i lavoratori si fa sempre più duro. I primi anni settanta sono caratterizzati da proteste e scioperi. Nel 1972 la raccolta del sale non termina a ottobre, come consuetudine, ma quattro mesi dopo, nel febbraio del 1973.<br />
E i proprietari sono sempre più invisi anche agli imprenditori e politici cagliaritani, che attribuiscono agli eredi dei Conti &#8211; Vecchi dieci anni di ritardo nel decollo del porto canale.<br />
Nonostante le crisi le saline restano tuttavia in piedi, anche perché la materia prima, acqua di mare, e le fonti energetiche, sole e vento, sono completamente gratuite.<br />
Sopravviveranno anche alla fine ingloriosa di Nino Rovelli, che nel 1974 aveva acquisito le saline al patrimonio Rumianca, insieme al quale la fabbrica del sale passa nel 1984 all’Eni che, tramite la Syndial, gestisce ancora oggi l’impianto voluto da Luigi Conti &#8211; Vecchi.<br />
Le saline continuano insomma a produrre, anche per l’industria alimentare, alla quale forniscono un prodotto di alta qualità, utilizzato già 80 anni fa in Canada e Finlandia per conservare salmoni e merluzzo, ancora oggi molto ricercato sulle tavole italiane e spagnole. E i risultati non mancano, se si pensa che in media si raccolgono ogni anno 370 mila tonnellate di sale.</p>
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		<title>McPuddu&#8217;s&#8230;scusate ma siamo Sardi!!!!</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 10:15:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>follett</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Sardegna]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="lightbox" title="McPuddu's.jpg" href="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2010/08/McPuddus.jpg.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1792" title="McPuddu's.jpg" src="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2010/08/McPuddus.jpg.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><em><span style="font-style: normal;">Lo dice anche lui: «Quello che sta succedendo in questi giorni ha dell’incredibile - racconta il giovane imprenditore di Santa Maria Navarrese &#8211; sono continuamente contattato da giornali e tv di tutta Italia. </span><span style="font-style: normal;">Non avrei mai immaginato di scatenare tutto questo putiferio con una goliardata pensata per esaltare il fast food alla sarda»</span>.</em></p>
<address style="text-align: left;"><span id="more-1791"></span></address>
<address><span style="font-style: normal;">Ebbene si il Sardo più famoso del momento si chiama IVAN PUDDU, da quel di Santa Maria Navarrese provincia dell&#8217;Ogliastra, giovane imprenditore nel settore del turismo e della ristorazione.</span></address>
<address><span style="font-style: normal;">Da quando circa 10 giorni fa ha ricevuto, nientepopodimeno che dal Sig. McDonald&#8217;s in persona, una diffida ad utilizzare ancora il prefisso &#8220;Mc&#8221; per la sua attività ristorativa denominata &#8220;McPuddu&#8217;s&#8221; il nostro Ivan è diventato il Sardo più chiacchierato del globo terracqueo.</span></address>
<address><span style="font-style: normal;">Lo cercano tutti, lo vogliono intervistare tutti, si sono aperti gruppi spontanei di sostegno, anche su Facebook (che poi proprio lì ci vuole poco che basta che uno starnuti rumorosamente che creano, il gruppo antistarnuto), lo fermano per strada, lo vogliono toccare tutti ed addirittura si parla dell&#8217;intenzione di alcuni fans sfegatati di volergli erigere un monumento alla &#8220;fama&#8221;.</span></address>
<address><span style="font-style: normal;">Voci ufficiose, inoltre, ci hanno fatto sapere che alcuni malati, dopo aver cenato nel suo ristorante ed aver toccato Ivan, abbiano gridato al miracolo perchè si sono sentiti rinfrancati, soddisfatti e ben nutriti come non era mai successo loro in tutta la vita.</span></address>
<address><span style="font-style: normal;"> </span><span style="font-style: normal;">Parlano oramai tutti di lui: anche il  tabloid straniero The Guardian, nel suo sito, racconta la vicenda del nostro imprenditore.</span></address>
<address><span style="font-style: normal;"><br />
 </span></address>
<address style="text-align: center;"><span style="font-style: normal;"><img class="size-full wp-image-1796 alignnone" title="Guardian" src="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2010/08/Guardian.png" alt="" width="302" height="308" /></span></address>
<address></address>
<address><span style="font-style: normal;">La stampa infatti ci racconta che questa mossa del colosso Mc Donald fa ridere mezzo mondo. Pensate che  McDonald  fattura 85 milioni di dollari, ha due milioni di addetti, 40 mila ristoranti e 60 milioni di clienti all&#8217;anno.</span></address>
<address><span style="font-style: normal;">Però McPuddu lo disturba&#8230;anzi lo vede come un pericoloso criminale che attenta alla sua leadership mondiale. E allora bisogna attrezzarsi e difendersi contro la prepotenza.</span></address>
<address><span style="font-style: normal;">Veramente il nostro Ivan, da ragazzo attempato e tranquillo qual&#8217;è, voleva lasciare perdere e sembra anche che abbia modificato l&#8217;insegna. Ma l&#8217;orgoglio sardo-ogliastrino forse avrà la meglio e, complice anche l&#8217;assessore  regionale Prato, stà affilando mestoli e forchette, si sta armando di pane carasau affilatissimo per difendersi e pane guttiau profumato per far perdere le proprie tracce e  potersi preparare a combattere la madre di tutte le battaglie.</span></address>
<address><span style="font-style: normal;">Battaglia cruenta ed all&#8217;ultimo aroma: scatenare i culurgionis di fuoco al sugo, lanciare le sebadas detonanti con miele appiccicoso, picchiare con  la bottarga fresca all&#8217;olio extravergine di oliva.</span></address>
<address><span style="font-style: normal;">E se non basta aizzargli contro l&#8217;intero esercito di prosciutti di proprietà, salami sopraffini e maialetti croccanti!!!</span></address>
<address></address>
<address><span style="font-style: normal;">Chi conosce Follett sa che queste notizie lo esaltano, lo rendono curioso e l,o stimolano&#8230;molto.</span></address>
<address><span style="font-style: normal;">Mi piace&#8230;questa battaglia. Follett allora scende in campo e come è sua abitudine si aggiornerà su tutte le novità che riguarderanno il nostro Ivan e vi terrà informati</span></address>
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		<title>Cornetto Algida &#8211; Un cuore di panna</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 18:17:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>follett</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cornetto]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="lightbox" title="cornetto" href="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2010/03/cornetto.jpg"><img class="size-medium wp-image-1580 aligncenter" title="cornetto" src="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2010/03/cornetto-300x151.jpg" alt="" width="300" height="151" /></a></p>
<p><strong>Il 21 marzo 2010 Cornetto Algida compirà 50 anni. Per celebrarne l’importante ricorrenza, da alcuni giorni è in onda lo spot di 45” dal titolo ‘Cinquant’anni vissuti con il Cuore’.</strong></p>
<p><strong>La campagna di appoggio è stata sviluppata da McCann Italia e ha dato come frutto la realizzazione di uno spot montato in modo sequenziale con alcune storiche pubblicità del Cuore di Panna.</strong></p>
<p><strong>Chi come me all&#8217;epoca era già nato ricorda di essere stato accompaganato, ogni estate, dal gusto di questo gelato cge è diventato un cult del nostro secolo.</strong></p>
<p><strong>Preferivo anch&#8217;io l&#8217;incarto argentato, o meglio dorato che aveva prima, perchè ciò lo rendeva + riconoscibile e tutti alla sola vista esclamavano &#8220;guarda! Quello sta mangiando un Cornetto Algida!&#8221;</strong></p>
<p><strong>Tanti giovani artisti di allora hanno prestato il loro volto e la loro voce alla pubblicità di Cornetto Algida. Sapevate che nel 1968 la giovane  Patty Pravo ha fatto lo spot di Cornetto Algida su Carosello? Neanche io&#8230;non lo ricordavo&#8230;ero ancora un piccolo moccioso che correva avanti ed indietro come una trottola!</strong></p>
<p><strong>Però volevo due parole sul Cornetto non ve le posso risparmiare!!!</strong></p>
<p><strong>Innanzitutto penso che nel mondo non ci sia niente di più godurioso &#8230; quella forma a cono così comoda da tenere in mano e che facilita il suo consumo.</strong></p>
<p><strong>Si parte dalla parte più larga, con praline, cioccolato e panna..tanta panna!!!</strong></p>
<p><strong>Continuiamo con la panna, solo panna. Arriviamo al centro dove c&#8217;è la goccia di cioccolato che prelude all&#8217;incontro con la cialda,,,,</strong></p>
<p><strong>La cialda doppia dolce, croccante&#8230;.che ad ogni morso si sfalda, crocchia e si fa gustare &#8230;.insieme alla panna&#8230;.ancora tanta panna!!!</strong></p>
<p><strong>Continuo a mangiare sapendo che sta per finire ma pregusto l&#8217;atto finale&#8230;.la punta di cioccolato che, dato il tempo impiegato a mangiare il cornetto, è un pò squagliato e mi sbrodola tutta la bocca&#8230;&#8230;.ma è cioccolato puro&#8230;..</strong></p>
<p><strong>L&#8217;ultimo atto di un amplesso che ha reso felice per anni tutti gli ormoni presenti nel mio corpo e che riusciva per un pò a  placare tutte le smanie di ragazzo.</strong></p>
<p><strong>Bè, l&#8217;estate sta arrivando e quest&#8217;anno Algida ci regalerà un&#8217;altra carica di adrenalina!!!</strong></p>
<p><strong>Si ricomincia, gente, si ricomincia&#8230;.caldo, sole, mare, e Cornetto Algida &#8211; &#8220;Un cuore di panna&#8221;</strong></p>
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		<title>CRISA&#8230;.un writer? No..un poeta!!!</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 11:52:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>follett</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Le Balene]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="lightbox" title="vivere" href="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2010/02/vivere.jpg"><img class="size-medium wp-image-1516 aligncenter" title="vivere" src="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2010/02/vivere-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p>Le balene a Cagliari impazzano. Ormai tutti ne parlano e tanti si chiedono chi sia l&#8217;autore!! Se vi affacciate ad internet lo potete scoprire facilmente, potete leggere la storia di Crisa (l&#8217;autore delle balene), la sua illustre parentela, i suoi progetti, i primi passi nella sua arte.</p>
<p>Scoprite anche perchè si faceva chiamare CRISA.DB, ora CRISA, ed i motivi che lo spingono ad impegnarsi nella sua arte: una grande decisione nel perseguire il suo obiettivo, di esprimere se stesso.</p>
<p>Scoprite anche che nei suoi capolavori lui esprime concetti, voglia di comunicare, voglia di urlare i propri sentimenti!!</p>
<p>Quello che è importante però è riuscire a capire il suo modo di comunicare, comprendere cosa lo spinge a usare questo modo per esprimersi e soprattutto capire che le balene ed i segni presenti hanno un significato, un legame stretto tra di loro.</p>
<p>Ho definito le sue opere capolavori e non graffiti perchè, a differenza di questi ultimi, CRISA comunica se stesso, la sua vita, le sue emozioni: trasmette i valori che sono propri della sua vita e della sua arte.</p>
<p>E questi valori sono trasmessi in modi diversi: con le balene, con gli occhi, con gli scarafaggi etc.</p>
<p>Prendo lo spunto dalle BALENE per tentare di capire i segni che vengono lasciati sui nostri muri e per riuscire a collegarli tra di loro. Eh si, intendo proprio che i segni ed i disegni sparsi per Cagliari sono tra loro collegati hanno un senso, un significato un legame forte, e ve lo dimostro.</p>
<p>Bisogna solo conoscerli, comprenderli, apprezzarli e poi&#8230;..saperli collegare.</p>
<p>Ci provo e vi invito ad aiutarmi a trovarne altri. Ecco il primo esempio&#8230;.</p>
<p><a class="lightbox" title="ENATA" href="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2010/02/ENATA.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1506" title="ENATA" src="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2010/02/ENATA-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>E&#8217; nata ZOE&#8230;.(non è di facile lettura ma è proprio così) ma chi è ZOE?? ora lo scoprirete!!</p>
<p><a class="lightbox" title="ZOE" href="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2010/02/ZOE.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1507" title="ZOE" src="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2010/02/ZOE-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>..ecco &#8230;vi presento ZOE!!! Piccolina ma crescerà&#8230;e crescerà bene!!</p>
<p><a class="lightbox" title="FAMIGLIA" href="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2010/02/FAMIGLIA.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1508" title="FAMIGLIA" src="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2010/02/FAMIGLIA-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>ed ecco ZOE in famiglia&#8230;.quindi&#8230;..</p>
<p><a class="lightbox" title="BENVENUTA" href="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2010/02/BENVENUTA.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1509" title="BENVENUTA" src="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2010/02/BENVENUTA-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>&#8230;appunto&#8230; BENVENUTA ZOE!!!!</p>
<p>Vedete? E&#8217; semplice&#8230;&#8230;..</p>
<p>Ci sto lavorando e ne ho trovati altri ma ora ho bisogno anche del vostro aiuto. Aiutatemi a trovare gli altri collegamenti.</p>
<p>Mi piace pensare che CRISA guardi questo blog e frequenti tutti i gruppi sparsi su internet che parlano di lui.</p>
<p>Penso che in fondo, anche se è una persona molto schiva, CRISA sia contento dell&#8217;attenzione che viene rivolta a lui ed alle sue opere, possa comprendere che è ammirato e soprattutto che ci sono delle persone che capiscono il senso che lui vuole dare alla sua espressività.</p>
<p>Essere capiti alle volte non è una necessità ma è una sorpresa!!!</p>
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		<title>Sotto il velo???? Una folta barba..e non solo!!</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 16:59:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>follett</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2010/02/niqab2.jpg"></a></p>
<p style="text-align: center;"><a class="lightbox" title="niqab2" href="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2010/02/niqab2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1495" title="niqab2" src="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2010/02/niqab2-300x117.jpg" alt="" width="300" height="117" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p style="text-align: left;">Un ambasciatore arabo ha annullato le nozze dopo aver scoperto che la moglie, celata dal niqab (tradizionale velo integrale), oltre ad avere una folta barba sul viso era affetta da strabismo. Lo ha reso noto la Gulf News.</p>
<p style="text-align: left;">L&#8217;uomo, che aveva incontrato la fidanzata solo un paio di volte, dopo aver firmato il contratto di matrimonio ha tentato di baciare la sposa accorgendosi che non si trattava della donna che aveva visto in foto. Ad ingannare l&#8217;ambasciatore era stata la suocera, che gli aveva mostrato le foto di una donna bella e senza difetti. Con questa motivazione un tribunale della Sharia, negli Emirati Arabi Uniti, ha accettato di annullare il matrimonio.</p>
<p>Il marito, ormai ex, ha inoltre chiesto una somma di 136.000 dollari per il risarcimento dei doni, come gioielli e abiti, fatti alla fidanzata prima di contrarre le nozze, ma il tribunale ha respinto la sua richiesta.</p>
<p>Vedete&#8230;.bisogna stare attenti!!! Le apparenze ingannano, molto!!!! Così come non si firma mai un assegno in bianco figurarsi se ci si può sposare&#8230;al &#8220;buio&#8221;. Le sorprese sono sempre dietro l&#8217;angolo.</p>
<p>E poi diciamocelo&#8230;gli occhi strabici passino&#8230;.ma la barba nooooooooo!!!!!</p>
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		<title>Lusso Louis Vuitton? No grazie&#8230;solo rifiuti!!!</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 18:48:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>follett</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; text-align: center; padding: 0px;"><a class="lightbox" title="louis_vuitton_trash" href="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2010/02/louis_vuitton_trash.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1551" title="louis_vuitton_trash" src="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2010/02/louis_vuitton_trash.jpg" alt="" width="250" height="251" /></a></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding: 0px;">Vi ricordate quando Napoli era invasa dalla spazzatura???</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding: 0px;">Vi ricordate le montagne altissime di sacchetti neri misti a rifiuti di tutti i tipi che creavano disgusto, rabbia e paura???</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding: 0px;">Ebbene se Napoli fosse stata invasa dai costosi e preziosi sacchetti della griffe Louis Vuitton avrebbero suscitato lo stesso identico sentimento di disgusto che hanno suscitato i semplici sacchi neri?</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding: 0px;">In un caso simile l’intervento per il ripulimento delle vie partenopee non sarebbe stato così impellente e, certamente, Napoli avrebbe assunto un aspetto diverso all’estero: non più patria dell’immondizia bensì città del lusso sfrenato.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding: 0px;">Ormai il mondo sembra essersi diviso a metà, non ci sono più le classi intermedie, la piramide sociale ha subito un’evoluzione suddividendo nettamente upper and low classes.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding: 0px;">E se le classi più basse lottano già alla terza settimana per riuscire ad arrivare al 30 del mese in modo dignitoso, l’upper class compra i sacchetti dell’immondizia di Louis Vuitton, la carta igienica firmata e continua a permettersi ogni genere di “capriccio”.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding: 0px;">Il lusso non ha confini né perdite d’interesse, la moda non può più essere intesa (almeno in questo caso) come una forma d’arte, come espressione della bellezza e del desiderio (prevalentemente femminile ma oggi, ormai, anche molto maschile).<br style="padding: 0px; margin: 0px;" />Il sacchetto della spazzatura di Louis Vuitton non è moda, non è arte.<br style="padding: 0px; margin: 0px;" />E’ mera espressione di lusso sfrenato, di mania di protagonismo, di inconsapevolezza del valore del denaro.<br style="padding: 0px; margin: 0px;" />Chi ha comprato e gettato quel sacchetto di spazzatura di Louis Vuitton vive le difficoltà di arrivare a fine mese o ha come unico dubbio il modo di spendere e finire l’ingente quantità di denaro a disposizione?<br style="padding: 0px; margin: 0px;" />…Speriamo almeno abbia usato quel sacchetto per la raccolta differenziata!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Prinzino Verde? Tuo&#8230;.senza ritorno</title>
		<link>http://www.follett.it/2009/09/prinzino-verde-tuo-senza-ritorno/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 13:01:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>follett</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="lightbox" href="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2009/09/img-1165769540.jpg"><img class="size-full wp-image-970 alignleft" title="img-1165769540" src="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2009/09/img-1165769540.jpg" alt="img-1165769540" width="260" height="161" /> </a> <a class="lightbox" href="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2009/09/8225_1065696501163_1788567819_118102_3502744_n.jpg"><img class="size-full wp-image-1085 aligncenter" title="8225_1065696501163_1788567819_118102_3502744_n" src="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2009/09/8225_1065696501163_1788567819_118102_3502744_n.jpg" alt="8225_1065696501163_1788567819_118102_3502744_n" width="100" height="117" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Dal basso dei miei 50 anni (e dico dal basso perchè avrei la presunzione di osservare proprio da li gli altri 50 che penso di meritarmi) insieme ai miei amici di allora (parliamo del 1970-72 almeno) avevamo uno sport prediletto: quello di combattere la superstizione.</span></p>
<p><span style="font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Come facevamo??</span></p>
<p><span style="font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Ma affrontandola poffarbacco, come mai avremo dovuto farlo!!</span></p>
<p><span style="font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Avevamo tante superstizioni perchè eravamo molto ingenui e creduloni. Certo non eravamo come i ragazzi di oggi che sono tanto intelligenti, superdotati, cellularati, palystationati e quant’altro.</span></p>
<p><span style="font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Noi ci divertivamo con poco e quel poco era sempre dovuto alla nostra fantasia (su quella si che eravamo imbattibili: non c’era storia).</span></p>
<p><span style="font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Ebbene sappiate amici che gli inventori della palystation siamo stati noi: playstation vivente e non virtuale (allora il televisore ce lo avevano in pochi).</span></p>
<p><span style="font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Il gioco era semplice ma era complicato a tenere a mente i conteggi: ogni qualvolta si vedevano certe macchine ognuno poteva contare su un punteggio predeterminato che poteva essere aumentato in caso di particolari condizioni: il colore, la presenza a bordo di persone giovani o anziane, uomini o donne, capaci di guidare o imbranate e cosi via.</span></p>
<p><span style="font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Ovviamente dovevamo definire le squadre e le regole generali: sulle squadre la decisione fù che dovevano essere composte da massimo 10 persone con un undicesimo giudice che controllasse i conteggi.</span></p>
<p><span style="font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Il gioco si svolgeva rigorosamente in estate, il pomeriggio, con orario spezzato per tutti.</span></p>
<p><span style="font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">La mattina al mare dalle 10:00 alle 12:00 ed il pomeriggio dalle 17:00 alle 19:00.</span></p>
<p><span style="font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">La durata massima del gioco era di dieci giorni.</span></p>
<p><span style="font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Siccome ci eravamo resi conto che il gioco era si divertente ma abbastanza faticoso e siccome nessuno voleva ammetterlo all’altro, un giovedì di Giugno del 1971 uno di noi, bellamente, propose una integrazione alle regole del gioco che doveva consentire a tutti di non essere la causa della fine del gioco ma che decretava, finalmente, il vincitore assoluto del gioco, arrivato per l’appunto alla sua 3° ed ultima edizione.</span></p>
<p><span style="font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">La proposta?</span></p>
<p><span style="font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Proponeva di decretare vittorioso del gioco che per primo avesse identificato, con prova certa, un mix preciso di caratteristiche:  una macchina e modello specifico, un colore preciso, la categoria degli occupanti e dell’autista.</span></p>
<p><span style="font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">E’ stato un giubilo da parte di tutti. Da parte di chi non ne poteva più e voleva smettere e da parte di chi, invece, riteneva di essere  “più preparato” degli altri.</span></p>
<p><span style="font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Era una degna conclusione di un gioco faticoso.</span></p>
<p><span style="font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Si…ma….e allora???</span></p>
<p><span style="font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Allora cari miei le scelte, dopo una grande discussione, sono state le seguenti.</span></p>
<p><span style="font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Si doveva identificare una NSU Prinz, di colore verde pistacchio, guidata da una suora con all’interno almeno 4 frati come passeggeri.</span></p>
<p><span style="font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Eravamo certi, in questo modo, di tirare avanti il gioco per un tempo infinito e avevamo anche ipotizzato, per rendere il fatto maggiormente credibile ai numerosi scettici che avevano subodorato il nostro trucco, che chiunque vedesse questa macchina, dovesse immediatamente comunicare la cosa al giudice presente nel suo gruppo.</span></p>
<p><span style="font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Siccome eravamo certi che sarebbe stato praticamente impossibile trovare questo mix esplosivo avevamo ipotizzato che la frase da dire al giudice dovesse essere: “Tua, e non ritornarci sopra” intendendo dire che la macchina era stata avvistata e che doveva comunicare a tutti i gruppi che erano vicini che era stata già individuata, volendo evitare che chi stava a 500/600 metri dal punto di avvistamento non la potesse scorgere subito dopo ed avvertire prima.</span></p>
<p><span style="font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Da quel giorno, tra di noi, il prinzino verde è diventato</span></p>
<p><span style="font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">“Tuo, senza ritorno”</span></p>
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		<title>Cara vecchia&#8230;lampadina!!! Addio..</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Sep 2009 20:40:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>follett</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font-family: verdana, helvetica, sans; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; padding: 0px;"><a class="lightbox" title="lampadina" href="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2009/09/lampadina.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-951" title="lampadina" src="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2009/09/lampadina-300x247.jpg" alt="" width="300" height="247" /></a></p>
<p style="font-family: verdana, helvetica, sans; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; padding: 0px;">La UE (Unione Europea) ha decretato la messa in pensione della vecchia lampada ad incandescenza.</p>
<p style="font-family: verdana, helvetica, sans; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; padding: 0px;">Da oggi, 1 Settembre 2009, la vecchia cara lampada ad incandescenza sarà sostituita sul mercato da soluzioni di ultima generazione ad alta efficienza energetica, che porteranno si ad un risparmio a livello mondiale di molti miliardi di euro in elettricità e molti milioni di tonnellate di CO2, ma ci priverà di una fedele compagnia delle nostre giornate e delle nottate insonni passate in sua compagnia.</p>
<p style="font-family: verdana, helvetica, sans; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; padding: 0px;">Dopo 130 anni, da quando cioè Thomas Alva Edison le aveva commercializzate, le lampadine a incandescenza diventano fuori legge, che significa: stop alle forniture nei negozi e vendite fino ad esaurimento scorte.<br style="font-family: Arial, 'Trebuchet MS', Verdana, Tahoma; font-size: 1em; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; text-decoration: none; padding: 0px; margin: 0px;" />La loro colpa? Sprecano troppa elettricità, infatti producono solo il 5% di luce ed il 95% di calore.</p>
<p style="font-family: verdana, helvetica, sans; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; padding: 0px;">E come una condanna al patibolo Europa e Stati Uniti hanno deciso la sua dipartita puntando, in alternativa, sulla diffusione di lampadine fluorescenti e alogene, ovvero di nuova generazione a basso consumo.<br style="font-family: Arial, 'Trebuchet MS', Verdana, Tahoma; font-size: 1em; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; text-decoration: none; padding: 0px; margin: 0px;" />Le prime a lasciare questa valle di lacrime sono quelle superiori ai 100 watt ma gradualmente assisteremo ad una &#8220;strage degli innocenti&#8221; con funerali disseminati da qui al 2012, data nella quale finirà sul patibolo l&#8217;ultimo dei &#8220;bulbi&#8221;.</p>
<p style="font-family: verdana, helvetica, sans; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; padding: 0px;">E come una bella storia che finisce rassegniamoci all&#8217;idea di illuminare solo alogeno o a &#8220;risparmio energetico&#8221;.</p>
<p style="font-family: verdana, helvetica, sans; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; padding: 0px;">Forse le nostre tasche ne saranno contente ma sempre di più si allontana da noi un pezzo della nostra vita che potrà essere ricordata solo dalla storia e da qualche museo che raccoglierà tutto ciò come cimeli.</p>
<p style="font-family: verdana, helvetica, sans; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; padding: 0px;">Saremo tutti più progrediti, ma sicuramente un po più vecchi!!</p>
<p style="font-family: verdana, helvetica, sans; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; padding: 0px;"><span style="font-family: Arial, 'Trebuchet MS', Verdana, Tahoma; color: #555555;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: verdana, helvetica, sans; color: #000000; font-size: small;"><span><br />
 </span></span></span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Apecalessino&#8230;..la storia continua!!!</title>
		<link>http://www.follett.it/2009/07/apecalessino-la-storia-continua/</link>
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		<pubDate>Sat, 25 Jul 2009 08:48:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>follett</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apecalessino]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="lightbox" href="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2009/07/este_23155753_58150.jpg"><img class="size-full wp-image-692 aligncenter" title="este_23155753_58150" src="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2009/07/este_23155753_58150.jpg" alt="este_23155753_58150" width="230" height="307" /></a></p>
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Arial; text-align: justify; margin: 0px;">Ebbene si!!! Alla Piaggio hanno preso la cosa sul serio!!</p>
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Arial; text-align: justify; margin: 0px;">Sembra che l&#8217;amministratore delegato abbia preso a modello del suo nuovo piano strategico nientepòpòdimenoche la più famosa Smart!!</p>
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Arial; text-align: justify; margin: 0px;">Il ragionamento fatto è molto semplice!!</p>
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Arial; text-align: justify; margin: 0px;">Come riuscire a coniugare economicità di gestione, fashion dei modelli, strategia di marketing appetibile, un buon background di esperienza e la possibilità di essere innovativi con un prodotto di indubbio charme e che colpisca l&#8217;attenzione e la curiosità del pubblico???</p>
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Arial; text-align: justify; margin: 0px;">Ma semplice: Ape Calessino atto secondo!!!</p>
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Arial; text-align: justify; margin: 0px;"> </p>
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Arial; text-align: justify; margin: 0px;">E quindi eccoci qua. Arriva il nuovo modello e, visto che il precedente non era abbastanza snob, si arricchisce anche di una sofisticata versione a trazione elettrica. Sicuramente una follia, dato che costa 22 mila euro, ma proprio nell&#8217;ottica della nuova strategia di marketing adottata dalla Piaggio questo modello costituisce un binomio perfetto grazie al singolare abbinamento fra il più rude dei mezzi da lavoro (in oltre sessanta anni ha fatto la felicità di muratori e contadini di mezzo mondo) e il più chic da usare come tender su isole o &#8211; perché no &#8211; per muoversi all&#8217;interno della propria villa.</p>
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Arial; text-align: justify; margin: 0px;"> </p>
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Arial; text-align: justify; padding-left: 90px; margin: 0px;"><em>&#8220;D&#8217;altra parte -</em> spiegano alla Piaggio &#8211; <em>non va dimenticato che il Calessino arriva dagli anni &#8217;50 quando questo veicolo costruì il suo mito portando in giro i divi hollywoodiani in visita nelle isole e nelle più belle località del Mediterraneo&#8221;.</em></p>
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Arial; text-align: justify; margin: 0px;"><em><br />
 </em></p>
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Arial; text-align: justify; margin: 0px;">Così, sempre per rispettare la nuova tendenza in Piaggio ed anche in parte per rinverdire quesi fasti, è stata messa a punto una specialissima versione elettrica, tiratura in 100 pezzi e colorata in elegante e solare bianco &#8220;Arctic White&#8221;.</p>
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Arial; text-align: justify; margin: 0px;">Ma c&#8217;è di più: quattro minuscole porte e la capote realizzate in tela bordeaux montata su strutture in tubi di acciaio inox lucidato; i pneumatici rifiniti con fascia bianca montati su cerchi cromati; gli inserti in legno tropicale, le eleganti rifiniture &#8220;yachting style&#8221; e, per finire, una selleria color crema con profili bordeaux dotata di cinture di sicurezza di tipo addominale.</p>
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Arial; text-align: justify; margin: 0px;"> </p>
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Arial; text-align: justify; margin: 0px;">Ma il vero gioiellino lo troviamo auscultando il cuore del Calessino Electric Lithium: il propulsore elettrico coadiuvato dall&#8217;innovativo sistema di alimentazione Aenerbox, dotato di batterie a Ioni di Litio di ultima generazione.</p>
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Arial; text-align: justify; margin: 0px;">I tecnici ci spiegano:</p>
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Arial; text-align: justify; margin: 0px;"> </p>
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Arial; text-align: justify; padding-left: 90px; margin: 0px;"><em>&#8220;L&#8217;adozione di questa nuova tecnologia ha permesso di superare i limiti dei precedenti sistemi con batterie al Piombo Gel e al Sodio Nickel in termini di autonomia, peso, ingombri e tempi di ricarica. Il sistema di accumulo Aenerbox è infatti estremamente più performante, con un rapporto potenza/chilo-di-batteria superiore a 500 W/kg (oltre il doppio dei sistemi precedenti), che si traduce in prestazioni brillanti a fronte di una notevole riduzione del peso e degli ingombri: a parità di potenza le nuove batterie agli Ioni di Litio hanno un peso inferiore di oltre 2/3 rispetto a quelle Piombo Gel. Più che dimezzati anche i tempi di ricarica; Ape Calessino Electric Lithium può eseguire un ciclo di ricarica completo in meno di 4 ore, alimentandosi direttamente alla normale rete elettrica domestica da 220V&#8221;.</em></p>
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Arial; text-align: justify; margin: 0px;"> </p>
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Arial; text-align: justify; margin: 0px;">Tutto vero, però le prestazioni sono molto modeste: pensate solo 75 Km di autonomia e appena 50 Km di velocità massima.</p>
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Arial; text-align: justify; margin: 0px;">Le prestazioni sono state fatte apposta per muoversi in una villa e su un isola:</p>
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Arial; text-align: justify; margin: 0px;">Ma, e qui sta la genialata, le prestazioni limitate sono state imposte per impedirne qualsiasi altro uso. Come dire: usatelo nella vostra villetta, spopolate nel vostro giardino o utilizzatelo come mezzo per turisti nei piccoli paesi!!!</p>
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Arial; text-align: justify; margin: 0px;"> </p>
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Arial; text-align: justify; margin: 0px;">Ma state tranquilli, Piaggio ha anche pensato alla economicità del suo Apecalessino: pensate il ciclo di vita di queste batterie è di 15 anni (oppure circa 60.000 km) contro i 7/10 anni dei sistemi tradizionali, mentre questo Ape si può guidare già a sedici anni con patente A, ma per il trasporto di passeggeri sono necessarie la maggiore età e la patente B.</p>
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Arial; text-align: justify; margin: 0px;"> </p>
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Arial; text-align: justify; margin: 0px;">E come si dice nelle migliori famiglie questo Apecalessino è veramente fashion e trendy a tal punto che diventa lo strumento adatto per permettere ai ricconi di far fare scuola guida ai loro &#8220;golden boys&#8221; all&#8217;interno della loro villa utilizzando una strumento altamente fashion che diventerà presto un prodotto &#8220;cult&#8221;.</p>
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Arial; text-align: justify; margin: 0px;"> </p>
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Arial; text-align: justify; margin: 0px;">Per cui signori si dia inizio alla caccia&#8230;perchè vi ricordo&#8230;i pezzi a disposizione sono solo 100!!</p>
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Arial; text-align: justify; margin: 0px;">Per cui&#8230;.pronti????..Viaaaaaa&#8230;&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tuk Tuk, Risciò e&#8230;.Apecalessino</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 19:08:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>follett</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apecalessino]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="lightbox" href="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2009/07/art_20345_1_01_big.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-521" title="art_20345_1_01_big" src="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2009/07/art_20345_1_01_big.jpg" alt="art_20345_1_01_big" width="225" height="163" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="line-height: normal; color: #808080; font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Sarebbe ora che anche in Sardegna arrivasse il turismo!!! Ebbene si cari lettori è proprio così. Da  sardo DOC che ha anche girato un pò il mondo si può capire quando in un luogo si ha la propensione turistica e, soprattutto, si ha la cura del turista.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 9.0px Helvetica; color: #231f20;"><span style="color: #808080; font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Che poi quando parli di turismo in Sardegna vengono violentissimi conati di risarella acuta tanto la barzelletta tiene banco da più di un ventennio!!!!</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 9.0px Helvetica; color: #231f20;"><span style="color: #808080; font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Perchè diciamola tutta&#8230;la Sardegna non è una meta turistica ma è un luogo dove si viene a fare turismo, che è tutt&#8217;altra cosa!!</span></p>
<p style="font: normal normal normal 9px/normal Helvetica; margin: 0px;"><span style="color: #808080; font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><br />
</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 9.0px Helvetica; color: #231f20;"><span style="color: #808080; font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Vi starete chiedendo: ma tutto questo che c&#8217;entra con la foto in apertura.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 9.0px Helvetica; color: #231f20;"><span style="color: #808080; font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">C&#8217;entra oh si che c&#8217;entra e ve lo spiego subito!!</span></p>
<p style="font: normal normal normal 9px/normal Helvetica; margin: 0px;"><span style="color: #808080; font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><br />
</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 9.0px Helvetica; color: #231f20;"><span style="color: #808080; font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Quando andate in giro per il mondo, a partire dalle Canarie, passando per la Spagna continuando in Europa e per finire, con una traversata, in Asia (Vietnam, Cambogia, Thailandia, Cina etc) vi rendete conto che la preoccupazione massima della gente locale è quella di creare dei servizi per il turista: far vedere le bellezze locali (donne comprese) ma soprattutto rendere il soggiorno più piacevole possibile dandoti la possibilità di vivere la vita del luogo con tutti gli strumenti possibili: taxi più o meno folcloristici; metrò di tutti i tipi e colori; vie dello shopping finemente lustrate e soprattutto info point ovunque affinchè possa sentirti in luogo dove è impossibile tornare a casa più ignorante.</span></p>
<p style="font: normal normal normal 9px/normal Helvetica; margin: 0px;"><span style="color: #808080; font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><br />
</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 9.0px Helvetica; color: #231f20;"><span style="color: #808080; font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">E poi..ciò che mi fa impazzire sono i mezzi di locomozione: e qui iniziamo ad inquadrare la questione!!</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 9.0px Helvetica; color: #231f20;"><span style="color: #808080; font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Nelle mie esperienze di viaggio le ho provate tutte:</span></p>
<ul style="color: #231f20;">
<li><span class="Apple-style-span" style="color: #808080; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: small;">- la canoa sul mekong del triangolo d&#8217;oro (zona compresa tra Birmania Thailandia e Laos) circondato da un&#8217;acqua che definire lercia era fargli un complimento&#8230;eppure aveva un suo fascino profondo;</span></li>
<li><span class="Apple-style-span" style="color: #808080; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: small;">- il tuk tuk più scalcinato esistente sulla faccia della terra preso a Bangkok e guidato da un folle appena uscito dal manicomio Thailandese (che mi dicono essere il peggiore del mondo per grado di follia) che ha fatto la gimkana con questo affare nel caotico traffico di Bangkok riuscendo a passare dove neanche una bicicletta slim ci sarebbe riuscita;</span></li>
<li><span class="Apple-style-span" style="color: #808080; font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: small;">- il risciò in Vietnam, che almeno per il fatto che non era a motore sarebbe dovuto essere un po più sicuro salvo essere guidato da un paraplegico che confondeva la destra con la sinistra ed andava sempre contromano sfiorando, con una nonchalanche degna dei migliori francesi, macchine passanti e poliziotti.</span></li>
</ul>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 9.0px Helvetica; color: #231f20;"><span style="color: #808080; font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Ma, dulcis in fundo, non potevo perdermi i Cestinos, alle Canarie. Un carretto senza ruote, con due corde legate nella parte anteriore a sinistra e a destra del carretto, guidato da due baldi giovani in un circuito cittadino, nella parte vecchia, rigorosamente in discesa e con tanto di sorpasso di cestinos partiti prima di noi.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 9.0px Helvetica; color: #231f20;"><span style="color: #808080; font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Potere della velocità e della ebrezza!!!</span></p>
<p style="font: normal normal normal 9px/normal Helvetica; margin: 0px;"><span style="color: #808080; font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><br />
</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 9.0px Helvetica; color: #231f20;"><span style="color: #808080; font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">E qui arriviamo al nocciolo della questione.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 9.0px Helvetica; color: #231f20;"><span style="color: #808080; font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Quello che ho raccontato avviene in giro per il mondo, mondo turistico dove ti portano a vedere ciò che c&#8217;è da vedere.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 9.0px Helvetica; color: #231f20;"><span style="color: #808080; font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">In sardegna, invece, se vuoi vedere qualcosa ci devi andare da solo&#8230; ti documenti&#8230;chiedi agli abitanti locali&#8230;.cerchi il mezzo idoneo, sempre che lo trovi o che sai se esista o meno, e ti avventuri in questa ricerca spasmodica di ciò che esiste!!</span></p>
<p style="font: normal normal normal 9px/normal Helvetica; margin: 0px;"><span style="color: #808080; font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><br />
</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 9.0px Helvetica; color: #231f20;"><span style="color: #808080; font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Ricordate lo slogan: &#8220;turista fai da te? No Alpitour!!! Aiaiaiaiaia&#8221;.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 9.0px Helvetica; color: #231f20;"><span style="color: #808080; font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">In Sardegna è uguale, solo che non è uno slogan è la pura, dura, amara verità!!!</span></p>
<p style="font: normal normal normal 9px/normal Helvetica; margin: 0px;"><span style="color: #808080; font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><br />
</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 9.0px Helvetica; color: #231f20;"><span style="color: #808080; font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">In questo contesto, c&#8217;è qualcuno che vuole tirare la testa fuori dal guscio: e guarda caso è una amministrazione comunale, udite udite, della Sardegna!!!</span></p>
<p style="font: normal normal normal 9px/normal Helvetica; margin: 0px;"><span style="color: #808080; font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><br />
</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 9.0px Helvetica; color: #231f20;"><span style="color: #808080; font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Ebbene si anche noi ci siamo svegliati e il Comune di Alghero (poteva poi provenire da un comune diverso) ha in programma di rilasciare almeno 12 nuove licenze per chi vorrà investire nel nuovo servizio di trasporto a carattere ludico-turistico utilizzando l&#8217;Ape-calessino.</span></p>
<p style="font: normal normal normal 9px/normal Helvetica; margin: 0px;"><span style="color: #808080; font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><br />
</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 9.0px Helvetica; color: #231f20;"><span style="color: #808080; font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Allo stesso modo di quanto oramai si svolge in località turistiche rinomate come Capri, Taormina, Portofino e Forte dei Marmi. Che poi a ben vedere è figlio del più illustre padre che dagli anni &#8217;60 ancora imperterrito spopola tra le vie di Napoli.</span></p>
<p style="font: normal normal normal 9px/normal Helvetica; margin: 0px;"><span style="color: #808080; font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><br />
</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 9.0px Helvetica; color: #231f20;"><span style="color: #808080; font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Direte voi: finalmente una grande idea per una grande opportunità. Non più turisti sbandati che non sanno da che parti girarsi.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 9.0px Helvetica; color: #231f20;"><span style="color: #808080; font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Finalmente il territorio sarà scoperto dai turisti che avranno la possibilità di ammirare gli spazi, i panorami ed i luoghi anche più inaccessibili!!!</span></p>
<p style="font: normal normal normal 9px/normal Helvetica; margin: 0px;"><span style="color: #808080; font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><br />
</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 9.0px Helvetica; color: #231f20;"><span style="color: #808080; font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Bella bellissima idea!!</span></p>
<p style="font: normal normal normal 9px/normal Helvetica; margin: 0px;"><span style="color: #808080; font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><br />
</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 9.0px Helvetica; color: #231f20;"><span style="color: #808080; font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">E invece no, nononononono&#8230;.questo servizio non si ha da fare.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 9.0px Helvetica; color: #231f20;"><span style="color: #808080; font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Nononono&#8230;perchè questo non va bene, perchè così facendo si toglie il pane di bocca ai poveri tassisti che si vedrebbero privati del loro permesso di esigere cifre da capogiro per far aspettare il turista i loro comodi.</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 9.0px Helvetica; color: #231f20;"><span style="color: #808080; font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Eh si perchè nel periodo estivo non trovi un taxi neanche a pagarlo d&#8217;oro&#8230;.ma tu, turista, DEVI aspettare, DEVI difendere il retaggio dei tassisti, DEVI sacrificarti per il loro bene perchè, tu che sei in ferie, i soldi ce li hai quindi un sacrificio val bene il soldo che spendi!!!</span></p>
<p style="font: normal normal normal 9px/normal Helvetica; margin: 0px;"><span style="color: #808080; font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><br />
</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 9.0px Helvetica; color: #231f20;"><span style="color: #808080; font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Ma non finisce mica qui!!! I tassisti vogliono:</span></p>
<ul>
<li><span style="color: #808080; font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">che non vengano rilasciate le licenze</span></li>
<li><span style="color: #808080; font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">che il nuovo servizio si svolga solo su alcuni percorsi rigidamente individuati per non turbare la suscettibilità dei tassisti</span></li>
<li><span style="color: #808080; font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">e che venga fatta una gara pubblica per l&#8217;assegnazione delle licenze, che invece avverrà in base alla data di arrivo delle richieste già protocollate</span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><span style="color: #808080;">Cresciamo, tutti. </span></span></p>
<p><span style="font-size: small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><span style="color: #808080;">Prima ci renderemo conto che il mondo è un&#8217;altra cosa e prima riusciremo a salvarci dal mondo che ci vuole inghiottire!!</span><span style="color: #808080;">!</span></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 9.0px Helvetica; color: #231f20;"><span style="font-size: x-small; font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
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