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	<title>Follett &#187; Shoah</title>
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	<description>I pilastri della vita</description>
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		<title>Il giorno della memoria. La Shoah esiste ancora oggi?</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2009 07:21:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>follett</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Shoah]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><a class="lightbox" href="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2009/01/logoshoah.jpg"><img class="size-medium wp-image-142 aligncenter" title="logoshoah" src="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2009/01/logoshoah-300x195.jpg" alt="" width="300" height="195" /></a></p>
<p class="MsoNormal"><span><strong>GRAN CONSIGLIO DEL FASCISMO</strong></span></p>
<p class="MsoNormal"><span><strong>&#8220;dichiarazione sui problemi razziali&#8221;</strong></span></p>
<p class="MsoNormal"><span>26 ottobre 1938 Il Gran Consiglio del Fascismo, in seguito alla conquista dell&#8217;Impero, dichiara l&#8217;attualità urgente dei problemi razziali e la necessità di una coscienza razziale. Ricorda che il Fascismo ha svolto da sedici anni e svolge un&#8217;attività positiva, diretta al miglioramento quantitativo e qualitativo della razza italiana, miglioramento che potrebbe essere gravemente compromesso, con conseguenze politiche incalcolabili, da incroci e imbastardimenti. Il problema ebraico non è che l&#8217;aspetto metropolitano di un problema di carattere generale.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Il Gran Consiglio del Fascismo stabiliva, tra l&#8217;altro, il divieto di matrimoni di italiani e italiane con elementi appartenenti alle razze camita, semlta e altre razze non ariane e che il matrimonio di italiani e italiane con stranieri anche di razze ariane doveva avere il preventivo consenso del Ministero dell&#8217;Interno.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Il Gran Consiglio del Fascismo riteneva che la legge non poteva più oltre ritardare l&#8217;espulsione degli indesiderabili ritenuta invece indispensabile. Il Gran Consiglio del Fascismo stabiliva anche chi appartenesse alla razza ebraica: colui che nasce da genitori entrambi ebrei; da padre ebreo e da madre straniera; chi, pur essendo nato da un matrimonio misto, professa la religione ebraica.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span> <strong>Deportazione razziale in Italia</strong></span></p>
<p class="MsoNormal"><span>A partire da questa data, 26 Ottobre 1938, iniziò a regnare l&#8217;insicurezza e l&#8217;inquietudine: i bambini e gli adolescenti non avevano la possibilità di frequentare la scuola pubblica, i capofamiglia di prestare la loro opera negli uffici pubblici, tutti erano impediti nelle loro attività, che fossero imprenditori o venditori ambulanti. Per non parlare della miriade di piccole ordinanze e circolari amministrative che rese difficile e anche umiliante la vita quotidiana, come quella che proibiva di pubblicare gli annunci funebri sui giornali, conservare il proprio nome nell&#8217;elenco telefonico, frequentare luoghi di villeggiatura, lavorare nel mondo dello spettacolo, operare in qualità di ostetrica o infermiera.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>I cittadini ebrei vennero anche accuratamente schedati, registrati, contati, da prefetture, questure, amministrazioni comunali, uffici locali del fascio.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Con Mussolina e fino al 25 luglio 1943 il quadro era di una pesante persecuzione amministrativa, politica e civile dello stato.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Dall&#8217;8 settembre del 1943 con l&#8217;occupazione tedesca e la creazione della Repubblica Sociale Italiana (RSI), la persecuzione antiebraica subì una decisa svolta verso l&#8217;assassinio, inizia la SHOAH. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span><strong>30 gennaio 1944</strong></span><span> dal binario 21 della Stazione Centrale di Milano una umanità dolente, composta di cittadini italiani di religione ebraica di ogni età e condizione sociale, veniva caricata tra urla, percosse e latrati di cani su vagoni bestiame.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>All&#8217;alba di una domenica invernale più di 600 persone avevano attraversato la città partendo dal carcere di San Vittore su camion telati e avevano raggiunto i sottèrranei della Stazione Centrale.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Tutti loro, braccati, incarcerati, detenuti per la sola colpa di esser nati ebrei partivano per ignota destinazione. 40 di loro erano bambini da 1 a 14 anni, la signora Dina, di 88 anni, era la più anziana.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Ad Auschwitz il 6 febbraio, dopo 7 giorni di viaggio passati tra sofferenza, ansia e panico e dopo poche ore dal loro arrivo, circa 500 fra loro vennero selezionati per la morte e furono gasati e bruciati.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span> <span><strong>24 ottobre 1944</strong></span><span> Da Bolzano partì l&#8217;ultimo convoglio arrivato ad Auschwitz. Con esso si chiude la storia della deportazione degli ebrei dall&#8217;Italia verso lo sterminio, ma non si conclude la triste storia delle deportazioni poiché altre ve ne furono e fino al tardo febbraio del 1945, dirette verso il campo di concentramento di Ravensbrueck e Flossenburg geograficamente poste più lontano dalle linee di avanzata sovietica, rispetto ad Auschwitz.</span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Alla fine della Shoah Italiana il bilancio della politica antiebraica messa in atto in Italia e&#8217; di 6.806 persone arrestate e deportate (di cui 5.969 deceduti) e di 322 morti in patria per eccidi, maltrattamenti o suicidi.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Il binario 21 esiste ancora ed è lì. Oggi in disuso e forse, chissà, destinato ad essere soppiantato da un centro commerciale o da una discoteca.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span><strong>27 gennaio 1945</strong></span><span> I soldati dell&#8217;Armata Rossa abbattevano i cancelli di Auschwitz e liberavano i prigionieri sopravvissuti allo sterminio del campo nazista.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Le truppe liberatrici, entrando nel campo di Auschwitz-Birkenau, scoprirono e svelarono al mondo intero il più atroce orrore della storia dell&#8217;umanità: la Shoah. Fecero vedere le condizioni in cui si viveva nel campo, fecero vedere i molti testimoni della tragedia, ma soprattutto mostrarono al mondo gli strumenti di tortura e di annientamento del lager.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Il termine Shoah significa &#8220;catastrofe&#8221; ed è voluto dagli ebrei al posto del termine più usato &#8220;Olocausto&#8221; che significa &#8220;sacrificio propiziatorio&#8221; e venne usato per la prima volta nel 1938 riferendosi al pogrom della cosiddetta &#8220;Notte dei cristalli&#8221;</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Si indica come un genocidio, una azione criminale che, attraverso un complesso e preordinato insieme di azioni è finalizzata alla distruzione di un gruppo etnico, nazionale, razziale o religioso.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span><strong>20 luglio 2000</strong></span><span> La Repubblica italiana come prima citato ha promulgato la legge 211 istitutiva del Giorno della Memoria.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Quest&#8217;anno se ne celebra l&#8217;ottavo appuntamento, a sessantatre anni dalla liberazione del campo di sterminio di Auschwitz e dalla fine della Shoah.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Con questa legge si è voluto istituire il 27 gennaio come data simbolica per &#8220;ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati&#8221;.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Uno su tutti, Giorgio Perlasca, assurto alle cronache per gli speciali televisivi, fu uno straòrdinario uomo che, pressoché da solo, nell&#8217;inverno del 1944 a Budapest riuscì a salvare dallo sterminio nazista più di 5000 ebrei, spacciandosi per console spagnolo.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>II suo nome oggi si trova messo in rilievo, nel Museo dell&#8217;Olocausto di Gerusalemme, tra i &#8220;Giusti delle Nazioni&#8221; insieme ad altre 24 persone, tra uomini e donne, di cui 11 sono italiani.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Uomini e donne che hanno saputo individuare il male ed hanno rischiato la loro vita per salvare delle altre vite minacciate da un progetto totalizzante di tipo politico, sociale o religioso.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Tra i deportati che hanno <em>sofferto, </em></span><span>patito ma sono stati fortunati perchè sono ritornati voglio citare due nomi.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Due nomi che fanno capire, se ce ne fosse bisogno, che il miglioramento dei popoli, delle culture, delle coscienze non alberga in &#8220;una razza superiore&#8221; non ha bisogno di essere tedesco, americano, inglese o russo ma può essere più semplicemente e solamente figlio del mondo. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span><strong>1) Primo Levi</strong></span></p>
<p class="MsoNormal"><span>grande scrittore italiano deportato e sopravvissuto al lager di Auschwitz con altri 650 ebrei italiani, il 22 febbraio 1944. <em>Vi </em></span><span>rimase per undici mesi fino alla liberazione da parte dei russi.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Della sua esperienza ha scritto: &#8220;ogni qualvolta si pensa che uno straniero, o un diverso da noi è un Nemico, si pongono le premesse di una catena al cui termine c&#8217;è il Lager, il campo di sterminio&#8221;</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>E a proposito del genocidio del popolo ebraico, ne &#8220;I sommersi e i salvati&#8221; aggiunge: &#8220;E&#8217; avvenuto, quindi può accadere di nuovo: questo è il nocciolo di quanto abbiamo da dire&#8221;.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span><strong> 2) Elie Wiesel</strong></span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Scrittore rumeno nato nel 1928 e rinchiuso, ragazzino, nel lager di Auschwitz dal 1940 al 44 e poi trasferito a Buckenwald dal quale sopravvisse.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Ha scritto diversi libri riportando le sue memorie ed esperienze.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>E&#8217; ancora in vita e attualmente è docente alla Boston University oltrechè Presidente della commissione presidenziale americana sull&#8217;Olocausto.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Nel 1986 ha vinto il Premio Nobel per la pace</span></p>
<p class="MsoNormal"><span><span><em>Mai potrei dimenticare quel silenzio notturno che mi privò, per tutta l&#8217;eternità, del desiderio di vivere. Mai dimenticherò quei momenti che uccisero il mio Dio </em></span><span>e <em>la mia anima, </em></span><span>e <em>ridussero i miei sogni in polvere.</em></span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span><em>Le tre vittime montarono insieme sugli sgabelli. I tre colli furono infilati nei cappi allo stesso momento. &#8220;Viva la libertà!&#8221; gridarono i due adulti. Ma il ragazzo rimase in silenzio. &#8220;Dov&#8217;è Dio? Dov&#8217;è?&#8221; chiese qualcuno dietro di me. Ad un segno del comandante del campo, i tre sgabelli rotolarono&#8230; Cominciò la marcia dinanzi alle forche. I due grandi non vivevano più. Le lingue cianotiche penzolavano gonfie. Ma la terza corda si muoveva ancora; cosi leggero, il ragazzo era ancora vivo&#8230;</em></span></p>
<p class="MsoNormal"><span><em>Stette là per più di mezz&#8217;ora, lottando tra la vita </em></span><span>e <em>la morte, morendo d&#8217;una lenta agonia sotto i nostri occhi. E lo dovemmo guardare bene in faccia. Era ancora vivo quando io passai. La lingua ancora rossa, gli occhi non ancora vitrei. Dietro di me, udii lo stesso di prima domandare: &#8220;Dov&#8217;è Dio adesso?&#8221; E udii una voce dentro di me</em></span><span> <em>rispondergli:</em></span></p>
<p class="MsoNormal"><span><em>&#8220;Dov&#8217;è? Eccolo li </em></span><span>- <em>appeso a quella forca&#8230; n Quella notte la zuppa sapeva di morto.</em></span></p>
<p class="MsoNormal"><span><em> <span style="font-style: normal;">In occasione del Giorno della Memoria in tutta Italia (e in molti paesi europei) vengono &#8220;organizzate cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati&#8221; in modo da conservare viva la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia dell&#8217;Europa e del nostro Paese, affinché sia scongiurato per sempre il ripetersi di simili eventi.</span></em></span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Conoscere e ricordare la Shoah può essere di valido aiuto per meglio comprendere le ramificazioni del pregiudizio, del razzismo, della incomprensione e della intolleranza; per realizzare una pacifica convivenza tra etnie, culture, religioni differenti, tra cittadini, amici, nemici fratelli..; tutto ciò serve a creare, attraverso la valorizzazione delle diversità, una società realmente tollerante, aperta, interculturale.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span> <strong>IL VALORE DELLA MEMORIA</strong></span></p>
<p class="MsoNormal"><span>E in questa giornata, e per queste ragioni, dobbiamo dare importanza alla memoria: non come uno slogan pubblicitario, come se la memoria consistesse nell&#8217;apertura di un nostro archivio segreto (un supporto magnetico della nostra mente) a cui riportare alla luce informazioni preziose che la trascuratezza o, peggio, la volontà di dimenticare, tenta di occultare.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>La memoria è un potente strumento e una funzione attiva della nostra mente, una funzione che, cercando i dati cui rivolgere la propria attenzione trova invece i cosiddetti &#8220;valori&#8221;:</span></p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<ul>
<li><span>civiltà quale procedere del consorzio umano dalla legge del trionfo del plù forte a quella del supporto per i più deboli; dalla soppressione del rivale o di quello che si ritiene possa soltanto chiedere alla società senza nulla dare, al principio della solidarietà.</span> </li>
<li><span>valorizzare la varietà umana, la ricchezza delle &#8220;altre&#8221; culture, delle altre lingue, delle altre fedi, degli altri uomini, dei propri fratelli. Significa la libera circolazione delle idee, senza opporvi nessun ostacolo, non sociale non materiale e nemmeno personale.</span> </li>
<li><span>rivalutare il dialogo, il confronto, come unici strumenti che possono risolvere contenziosi umani, proibendo, come reato, qualsiasi ricorso alla violenza, sia essa fisica che verbale.</span> </li>
</ul>
<p class="MsoNormal"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>&#8220;Memoria&#8221; significa scavare nel passato in modo selettivo e cercare non tanto le gesta degli eroi sui campi di battaglia quanto gli esempi di solidarietà, di altruismo, di comprensione, di cooperazione, di tolleranza.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Esempi che, forse, rimangono nell&#8217;ombra ma non per questo sono da considerare meno rilevanti ma anzi proprio perché nell&#8217;ombra maggiormente rispettosi dell&#8217;altrui diritto.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>E&#8217; questa la Memoria che può diventare uno strumento di fiducia, di rispetto, di tolleranza nel domani.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>E&#8217; questa la memoria che dobbiamo celebrare ogni giorno della nostra esistenza;</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>E&#8217; questa la memoria che noi tutti vogliamo.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Per finire, affinché nessuno dimentichi o meglio, tutti riflettano e ricordino, voglio leggervi la poesia considerata un classico della letteratura mondiale &#8211; &#8220;Se <strong>questo è un </strong></span><span>uomo&#8221; di Primo Levi</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><span><em>Voi che vivete sicuri</em></span></p>
<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><span><em>Nelle vostre tiepide case;</em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><span><em>Voi che trovate tornando la sera</em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><span><em>Il cibo caldo </em></span><span>e <em>visi amici:</em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><span><em>Considerate </em></span><span>se <em>questo </em></span><span>è <em>un uomo</em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><span><em>Che lavora nel fango</em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><span><em>Che non conosce la pace</em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><span><em>Che lotta per mezzo pane</em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><span><em>Che muore per un sì </em></span><span>e <em>per un no</em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><span><em>Considerate </em></span><span>se <em>questa </em></span><span>è <em>una donna,</em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><span><em>Senza capelli </em></span><span>e <em>senza nome</em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><span><em>Senza più forza di ricordare</em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><span><em>Vuoti gli occhi </em></span><span>e <em>freddo il grembo</em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><span><em>Come una rana d&#8217;inverno:</em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><span><em>Meditate che questo </em></span><span>è <em>stato:</em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><span><em>Vi comando queste parole:</em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><span><em>Scolpitele nel vostro cuore</em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><span><em>Stando in casa, andando per via,</em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><span><em>Coricandovi alzandovi;</em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><span><em>Ripetetele ai vostri figli:</em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><span>O <em>vi si sfaccia la casa,</em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><span><em>La malattia vi impedisca,</em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><span><em>I vostri cari torcano il viso da voi.</em></span></p>
<p><!--EndFragment--> <!--EndFragment--></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
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