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	<title>Follett &#187; Senza categoria</title>
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	<description>I pilastri della vita</description>
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		<title>#IORESTOACASA</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2020 14:50:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>follett</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"> <a class="lightbox" title="bare" href="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2020/03/BARE.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-3216" title="bare" src="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2020/03/BARE.jpg" alt="" width="397" height="264" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-size: medium;">Ebbene si!</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Anche se FOLLETT è stato costretto ultimamente, dalle vicissitudini della sua vita, ad allontanarsi dal suo BLOG, non per questo ha smesso di guardarsi intorno.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span id="more-3213"></span>Ha continuato a leggere e documentarsi e ha notato che ultimamente si producono un considerevole numero di scritti &#8220;obbrobriosi&#8221; che stargli dietro significherebbe dare udienza all&#8217;idiozia.</span><br />
<span style="font-size: medium;">Sarà forse  la quarantena forzata che sta facendo uscire di senno chi non ci è abituato oppure la sempre presente voglia di criticare qualunque cosa si faccia, sia in un senso che in un&#8217;altro: la sensazione è che si stia veramente toccando il fondo.</span><br />
<span style="font-size: medium;"> In tutto questo girovagare tra giornali, tg, social, flashmob e le notizie ricevute dal vicino di terrazzo sono stato particolarmente colpito da una notizia apparsa sui media e social dal 25 Marzo us. e sulla quale vorrei fare alcune considerazioni</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il Sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu, ha predicato per settimane che nella città  nonostante i DPCM lo vietassero, si continuasse impunemente ed allegramente ad uscire per la città a passeggio, a farsi un aperitivo in spiaggia, feste tra amici, visite di cortesia ed alle volte ad uscire di casa anche senza alcun motivo mettendo a repentaglio l&#8217;incolumità delle persone.</span><br />
<span style="font-size: medium;"> Stanco di questo atteggiamento menefreghista da parte di una parte dei Cagliaritani ha predisposto, in collaborazione con una società di pubblicità e con una società di affissioni pubblicitarie, una campagna di affissioni di manifesti 6&#215;3 in tutta Cagliari di cui la foto in testata ne è un esempio.</span><br />
<span style="font-size: medium;"> La campagna è firmata dal Sindaco e offerta gratuitamente sia dalla società di pubblicità che dalla società di affissioni.</span><br />
<span style="font-size: medium;"> Ci risulta che la campagna 6&#215;3 si basi su quattro slogan:</span></p>
<ul>
<li><em><span style="font-size: medium;">Quando ho visto <strong><span style="color: #ff0000;">TRASPORTARE LE BARE</span></strong>, mi sono vergognato di essere <strong><span style="color: #ff0000;">USCITO DI CASA</span></strong> senza ragione</span></em></li>
<li><em><span style="font-size: medium;">Quando mio figlio è stato <span style="color: #ff0000;"><strong>CONTAGIATO</strong></span> ho capito che dovevo rinunciare a quella <strong><span style="color: #ff0000;">SPESA INUTILE</span></strong></span></em></li>
<li><em><span style="font-size: medium;">Quando hanno portato mia madre <span style="color: #ff0000;"><strong>IN OSPEDALE</strong></span>, ho capito che dovevo <strong><span style="color: #ff0000;">RINUNCIARE ALLA CORSA</span></strong></span></em></li>
<li><em><span style="font-size: medium;">Quando hanno <span style="color: #ff0000;"><strong>INTUBATO</strong></span> mio padre ho ripensato a quella <strong><span style="color: #ff0000;">PASSEGGIATA</span></strong> che dovevo <strong><span style="color: #ff0000;">EVITARE</span></strong></span></em></li>
</ul>
<p><span style="font-size: medium;">E&#8217; una campagna di forte, fortissimo impatto comunicativo e conseguentemente emotivo che ha avuto il merito di risvegliare dal torpore chi si stava annoiando dentro casa a fare il giro delle stanze, il picnic in terrazza, lo jogging in salone e combattendo con moglie e figli per portare in strada l&#8217;immondezza. Un modo per dire che i problemi delle persone non sono dimenticati.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E proprio questo era l&#8217;intento: scuotere violentemente le coscienze degli scriteriati che pensano che le norme riguardino solo e sempre gli altri e stimolarli a rispettarle.</span><br />
<span style="font-size: medium;">Queste persone sono la parte peggiore della nostra Italia: sono quelli che pretendono tutto, sempre e subito soprattutto quando non gli è dovuto; che hanno solo diritti ma nessun dovere.</span><br />
<span style="font-size: medium;">Sono anche quelli che quando esce una norma sono i primi a cercare come aggirarla, più o meno fraudolentemente; quelli che di fronte alla pandemia da contagio che viviamo, se ne fregano della salute altrui e fanno gli untori.</span><br />
<span style="font-size: medium;">Sono quelli che impongono il loro diritto di muoversi soverchiando il diritto altrui alla propria salute: quelli che se ne fregano dei loro doveri esigendo però che gli altri invece li rispettino.</span><br />
<span style="font-size: medium;">Sono quelli che non rispettano nessuno, ne norme ne persone, e nei confronti dei quali è giusto che vengano scagliati gli strali da parte di tutti quelli che invece sono rispettosi delle stesse norme e persone; quelli che impongono la violenza dei loro comportamenti contro la sopportazione degli altri; quelli che dovrebbero essere mandati a vivere nello spazio, dove nessuno può vederli e dove non possono fare danno ad altri che a se stessi</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Ma questa campagna è anche un forte segnale di rispetto rivolto a tutti coloro i quali, invece, queste norme le stanno rispettando rigidamente e a costo di grandi sacrifici.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Gli italiani hanno un grande pregio che è anche però un gran difetto: sono quelli che partono per primi quando necessita il loro aiuto ma sono i primi a non prendere <strong><span style="text-decoration: underline;">mai</span></strong> in considerazione le limitazioni che sono a vantaggio di tutti.</span><br />
<span style="font-size: medium;"> Cioè sono fortemente altruisti ma totalmente menefreghisti verso le disposizioni che li toccano ed inoltre sono anche gratuitamente polemici.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">A seguito della pubblicazione della campagna è iniziata la caccia: al via la critica gratuita, pesante ed alle volte offensiva rivolta al Sindaco: un dagli all&#8217;untore di manzoniana memoria che non rende giustizia all&#8217;intelligenza della maggior parte degli italiani, che manifesta la enorme idiozia di una fetta importante degli stessi e che non considera invece neanche lontanamente </span><span style="font-size: medium;">l&#8217;obbligo esistente, in capo al primo cittadino, di difendere anche la salute dei propri cittadini.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Un tempo si diceva che gli italiani erano tutti allenatori&#8230;.nel 2020 ci si è finalmente aggiornati&#8230; &#8220;Gli italiani sono diventati tutti Sindaci!!&#8221;</span></p>
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		<title>IMMIGRAZIONE 4.0</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Sep 2017 13:46:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>follett</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="lightbox" title="IMMIGRAZIONE 4.0" href="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2017/09/att_804825_1-e1504620008284.jpeg"><img class="aligncenter  wp-image-3113" title="IMMIGRAZIONE 4.0" src="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2017/09/att_804825_1-e1504620008284.jpeg" alt="" width="480" height="306" /></a></p>
<p>Giorni orsono è stato pubblicato su Facebook un post nel quale, sotto la foto del Sindaco di Monserrato (Paese ubicato nell&#8217;hinterland cagliaritano), si riportava che lo stesso aveva risposto ad una richiesta mossa dai Musulmani di abolire la carne di maiale dai menu delle mense scolastiche del Comune.<br />
Poco importa poi che invece sia stato reso noto che l&#8217;articolo era una bufala e che il Sindaco coinvolto fosse anche quello di Nuoro e Sanluri.<span id="more-3103"></span>Dico poco importa perché, a prescindere dall&#8217;autore del fatto e del Sindaco coinvolto, il testo della lettera è assolutamente condivisibile.<br />
Per chi non lo avesse letto, di seguito ve lo riporto integralmente:</p>
<p><em>&#8220;I musulmani devono capire che devono adattarsi alla Sardegna e a Monserrato, ai suoi costumi, le sue tradizioni, al di vivere, perché è lì che hanno scelto di emigrare. Devono capire che devono integrarsi e imparare a vivere in Sardegna. Devono capire che devono essere loro a cambiare il loro stile di vita, non i Monserratini che così generosamente li hanno accolti. Devono capire che i sardi non sono né razzisti né xenofobi, hanno accettato molti immigrati musulmani prima (mentre il contrario non è vero), in quanto gli Stati musulmani non accettano gli immigrati non-musulmani. Che non più di altre popolazioni, i sardi non sono disposti a rinunciare alla loro identità, alla loro cultura. E se la Sardegna è una terra di accoglienza, non è il sindaco di Monserrato che accoglie gli stranieri, ma il popolo di Monserrato della Sardegna nel suo complesso. Infine, devono capire che a Monserrato con le sue radici giudaico-cristiane, alberi di Natale, chiese e feste religiose, la religione deve rimanere nella sfera privata. Il comune di Monserrato ha diritto di rifiutare ogni concessione all&#8217;Islam e Sharia. Per i musulmani, che sono in disaccordo con la laicità e non si sentono a loro agio a Monserrato , ci sono 57 bellissimi paesi musulmani nel mondo, la maggior parte di loro sotto-popolati e pronti a riceverli con le braccia aperte in conformità con la Sharia. Se avete lasciato il vostro paese per Monserrato e non per altri paesi musulmani, è perché avete ritenuto che la vita è migliore in Sardegna che altrove. Ponetevi la domanda, solo una volta: &#8220;Perché è meglio vivere qui a Monserrato invece che nei vostri paesi?&#8221;</em></p>
<p>Come avete potuto leggere gli argomenti posti a supporto del fantomatico &#8220;rifiuto&#8221; non solo sono assolutamente condivisibili ma addirittura sono la base di argomentazione su cui ritengo sia necessario fondare tutta l&#8217;attività e la logica dell&#8217;accoglienza in Italia.<br />
Non certo perché si voglia privare gli immigrati di alcun diritto, ma proprio per l&#8217;esatto contrario: per evitare che nel segno dell&#8217;accoglienza vengano limitati, cambiati, modificati o peggio annullati i diritti di chi in Italia ci è nato e vuole anche viverci, lavorare e morire con la dignità e rispetto di essere italiani e di esserlo con i diritti che alla e per la nascita gli sono stati riconosciuti.<br />
Perché se continuiamo così non basterà la richiesta di eliminare la carne di maiale dalle mense, ne togliere i crocifissi dalle aule di scuola: non basterà occupare le strade perché al momento X tutti i musulmani si devono concentrare nella preghiera (di fatto monopolizzando i luoghi), non basterà dare loro dei soldi e dargli da mangiare (salvo poi trovare il cibo buttato nel cassonetto) e penso che non basterà neanche trovargli un alloggio (quando abbiamo tantissimi italiani che non riescono a  trovare una casa dove abitare), non basterà  assistere alle marce di protesta degli immigrati che hanno delle richieste da fare&#8230;Ma cosa mai devono chiedere.</p>
<p>Non penso che ci vorrà molto ad arrivare invece ad una contromanifestazione da parte degli Italiani che chiederanno che vengano rispettati i propri diritti, il proprio modo di vivere, le proprie tradizioni: venga rispettata la loro privacy, vengano rispettate le loro donne, vengano rispettati i loro spazi, venga rispettato il proprio modo di vivere.<br />
E secondo voi queste sarebbero richieste da fare da parte degli Italiani?<br />
Mio nonno si rivolterebbe nelle tomba se avesse ancora la sua presenza su questa terra.</p>
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		<title>LE SALINE CONTI-VECCHI</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Jun 2016 09:42:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>follett</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="lightbox" title="Saline ContiVecchi" href="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2016/06/Saline-ContiVecchi.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-3039" title="Saline ContiVecchi" src="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2016/06/Saline-ContiVecchi.jpg" alt="" width="436" height="299" /></a></p>
<p>Ottant’anni fa entrava in produzione la salina di Macchiareddu, pochi chilometri da Cagliari sulla strada che porta verso occidente. Era stato Luigi Conti -Vecchi, agli inizi del Novecento direttore generale delle Ferrovie Reali della Sardegna, a progettare un destino industriale sullo stagno dove vivevano e vivono i fenicotteri e altre settanta specie di uccelli.<br />
<span id="more-3038"></span>Uno dei luoghi al mondo più ricchi dal punto di vista ornitologico e naturalistico. Fu lui, settantenne con i gradi di generale guadagnati sul campo, a proporre dopo la Grande Guerra un progetto di bonifica e valorizzazione industriale per quella salina e quegli specchi d’acqua così affascinanti soprattutto al tramonto, quando, affacciato dalla sua finestra di direttore delle Ferrovie, poteva apprezzare quelle meraviglie ambientali. E ora Enrico Pinna, uno studioso cagliaritano appassionato di fotografia e di storia, ricostruisce tutta le vicenda delle saline, entrate in produzione nel 1930 e ancora oggi attive ed essenziali nel ciclo del cloro &#8211; soda dello stabilimento Syndial &#8211; Eni di Macchiareddu. Cinquantasette anni, fotografo naturalista e documentarista, Pinna ha già realizzato tre libri sullo stagno. Puntando l’obiettivo sui fenicotteri, si è appassionato a conoscere le vicende della raccolta del sale, «uno spettacolo -dice - che evoca il sapore arcaico e contadino della mietitura e della trebbiatura del grano». Con un lavoro certosino, attraverso gli archivi dell’Associazione degli Industriali ma soprattutto attraverso il sostegno degli eredi dei fondatori e di centinaia di ex dipendenti delle Saline Conti &#8211; Vecchi, ha prodotto un’interessante antologia di foto e documenti. Il risultato del suo lavoro, fatto di immagini, riproduzione di progetti spesso inediti, è un libro, Saline &amp; Villaggio Conti &#8211; Vecchi (Macchiareddu &#8211; Assemini), Tellus edizioni, in vendita in libreria al costo di 35 euro. Amante della natura e dell’economia bio sostenibile, Pinna ha arricchito il suo testo con un saggio di Alceo Vado, uno dei maggiori esperti di pianificazione e architettura in terra cruda. Era stato infatti costruito in ladiri, come si chiama in sardo la terra cruda, gran parte di quel Villaggio di Macchiareddu, oggi scomparso ma ottimamente ricostruito nelle foto d’epoca presenti nel libro. Quel Villaggio, paragonabile per complessità e modernità a una città di fondazione, è arrivato a ospitare a metà del Novecento le famiglie di ben cinquecento lavoratori stabili delle Saline, ai quali andavano aggiunti un migliaio di stagionali nel periodo della raccolta. Soltanto le miniere avevano un numero di dipendenti superiore.<br />
Di quella folla di lavoratori oggi rimangono appena 40 dipendenti fissi, più un’ottantina nell’indotto, ai quali vanno aggiunti, ovviamente, gli stagionali nel periodo di raccolta del sale. Anche da questi numeri si può comunque intuire quale importante ruolo abbiano ricoperto e ricoprano nell’economia del Cagliaritano quelle saline fra Assemini e Capoterra, con propaggini verso Uta. Cagliari era una città industriale, e lo stagno di Santa Gilla una delle aree più utilizzate. Enrico Pinna si ripromette di approfondire la questione con nuovi lavori sulla Cementeria, gli impianti Montecatini poi utilizzati per la città mercato, la Centrale termoelettrica che andava a carbone Sulcis, la Cir ceramiche poi assorbita da Sanac, la Vinalcool, che utilizzava addirittura tre navi per esportare i suoi vini.<br />
Cagliari nei primi decenni del Novecento era una città vivace nella quale Luigi Conti &#8211; Vecchi giocò un ruolo di punta spianando la strada a quelle Saline entrate in produzione, ironia della sorte, dopo la morte del fondatore, al quale subentrò il figlio Guido, che mantenne fede alle scelte del padre costruendo impianti all’avanguardia, simili a quelli francesi della Camargue, e costruendo un villaggio avanzatissimo anche socialmente.<br />
C’erano l’asilo, le scuole, il medico due volte la settimana, le case degli operai avevano il bagno in casa, fatto rarissimo allora in Italia, i contratti di lavoro venivano rispettati, e in pieno fascismo, nel ’37, una vertenza fra carriolanti e Conti &#8211; Vecchi vide questi ultimi cedere alle ragioni dei dipendenti. «Con i Conti - Vecchi il clima sociale era di buona convivenza, uno po’ paternalistico ma molto civile. La differenza &#8211; spiega Enrico Pinna &#8211; si poté comprendere negli anni Cinquanta, quando arrivò alla testa della società Luigi Galimberti, sposato con una delle nipoti dei Conti &#8211; Vecchi. Con lui finisce la gestione sullo stile azienda-famiglia e viene avviata con insolita durezza una ristrutturazione che dimezza il numero dei lavoratori e porta ad aspri contrasti con i sindacati, testimoniati da numerosi articoli apparsi sull’Unità e sull’Unione Sarda».<br />
I Galimberti insistono nella linea dura e negli anni Sessanta mettono fine al Villaggio di Macchiareddu, che si spopola e le cui case di terra cruda vanno rapidamente in rovina. Nel 1988 ciò che resta delle case operaie viene demolito.<br />
Sullo stagno era intanto sbarcato Nino Rovelli, proprietario di Rumianca e Sir, ottimo cliente delle saline ma ostile a Galimberti perché all’imprenditore petrolchimico, come all’Associazione degli Industriali di Cagliari, interessa la nascita del porto canale, osteggiato da Galimberti, sempre più isolato, sempre più duro. Dopo l’introduzione dello Statuto dei lavoratori e mentre cresce lspinta per la realizzazione del porto canale lo scontro fra Galimberti e i lavoratori si fa sempre più duro. I primi anni settanta sono caratterizzati da proteste e scioperi. Nel 1972 la raccolta del sale non termina a ottobre, come consuetudine, ma quattro mesi dopo, nel febbraio del 1973.<br />
E i proprietari sono sempre più invisi anche agli imprenditori e politici cagliaritani, che attribuiscono agli eredi dei Conti &#8211; Vecchi dieci anni di ritardo nel decollo del porto canale.<br />
Nonostante le crisi le saline restano tuttavia in piedi, anche perché la materia prima, acqua di mare, e le fonti energetiche, sole e vento, sono completamente gratuite.<br />
Sopravviveranno anche alla fine ingloriosa di Nino Rovelli, che nel 1974 aveva acquisito le saline al patrimonio Rumianca, insieme al quale la fabbrica del sale passa nel 1984 all’Eni che, tramite la Syndial, gestisce ancora oggi l’impianto voluto da Luigi Conti &#8211; Vecchi.<br />
Le saline continuano insomma a produrre, anche per l’industria alimentare, alla quale forniscono un prodotto di alta qualità, utilizzato già 80 anni fa in Canada e Finlandia per conservare salmoni e merluzzo, ancora oggi molto ricercato sulle tavole italiane e spagnole. E i risultati non mancano, se si pensa che in media si raccolgono ogni anno 370 mila tonnellate di sale.</p>
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		<title>LA NUOVA BIBBIA CHE FA TREMARE IL VATICANO</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Aug 2014 09:20:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>follett</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="lightbox" title="ETNOGRAFYA MUZESI'NE TESLIM EDILEN EL YAZMASI INCIL" href="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2014/08/bibbia-turchia.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-3016" title="ETNOGRAFYA MUZESI'NE TESLIM EDILEN EL YAZMASI INCIL" src="http://www.follett.it/wp-content/uploads/2014/08/bibbia-turchia.jpg" alt="" width="519" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><em><span style="font-size: medium;"><strong>Questo il Vaticano proprio non se l&#8217;aspettava.<br />
Trovata in Turchia una Bibbia di circa 1500-2000 anni.<span id="more-3015"></span></strong></span></em></p>
<p style="text-align: left;"><em></em>Nel 2000 è stato scoperto in Turchia un libro contenente il  Vangelo di Barnaba (un discepolo di Cristo) che da allora è stato tenuto convenientemente segreto, ma che solo da poco è stata esposta al Museo Etnografico di Ankara . Come mai?<br />
All&#8217;interno del libro vi sarebbe  (il condizionale è sempre d&#8217;obbligo in questi casi) la rivelazione che Gesù non è stato crocifisso e che non sia neanche il figlio di Dio, ma solo un profeta. Proseguendo, come nei migliori libri d&#8217;appendice, nel libro sarebbe presente una durissima critica rivolta verso l’apostolo Paolo giudicato alla stregua di un impostore.<br />
Il libro, infatti, sosterrebbe che Gesù ascese al cielo vivo, e che Giuda Iscariota fu crocifisso al suo posto.<br />
Secondo un articolo del <strong><em>National Turk</em></strong><em>,</em> questa &#8220;Bibbia&#8221; è stata sequestrata ad una banda di contrabbandieri durante un’operazione nella zona del Mediterraneo. Lo stesso articolo afferma che la banda è stata accusata di contrabbando di antichità, scavi illegali e possesso di esplosivi.<br />
Il libro  è valutato 40 milioni di lire turche, circa 30.000 euro.</p>
<p><strong>AUTENTICITA&#8217;</strong><br />
Ovviamente subito dopo si sono scatenate le polemiche sulla autenticità del libro. Ebbene sono stati pubblicati alcuni rapporti in base ai quali sembra che sia assolutamente originale. Inoltre le autorità religiose di Teheran insistono, non si sa su quali basi, che il libro sia originale. Secondo noi questa convinzione parte dal presupposto che il libro, (che pare scritto con lettere d’oro in aramaico, la lingua di Gesù, Cristo), sia scritto mantenendo una visione simile a quella dell’Islam, contraddicendo gli insegnamenti del Nuovo Testamento del cristianesimo quasi come un riconoscimento storico alla propria esistenza.<br />
Vi sarebbero (il condizionale è sempre d&#8217;obbligo in questi casi) una serie di informazioni in base alle quali Gesù previse anche la venuta del Profeta Maometto, che avrebbe fondato l’Islam 700 anni dopo.<br />
Sappiamo bene che, durante il Concilio di Nicea, la chiesa cattolica scelse accuratamente  i vangeli che dovevano formano la Bibbia come la conosciamo oggi, omettendo (tra glia altri) il Vangelo di Barnaba a favore dei quattro vangeli canonici: <em>Matteo, Marco, Luca</em> e <em>Giovanni</em>.<br />
Durante i secoli successivi molti testi biblici hanno cominciato ad affiorare nel corso del tempo, compresi quelli  del <em>Mar Morto</em> e i<em>Vangeli Gnostici</em>; ma questo libro in particolare, sembra preoccupare il Vaticano.</p>
<p>Probabilmente questo libro può risultare un faro di speranza per molti e potrà far comprendere ai credenti cristiani che l’oggetto della loro adorazione è arbitrario; e che tutto il testo, in particolare la Bibbia, racconta solo ciò che la chiesa vorrebbe far passare per la verità.<br />
Ci si chiede cosa potrebbe significare per la religione cristiana e i propri seguaci questa scoperta! Ma soprattutto il Vaticano, che ha chiesto alle autorità turche di fargli esaminare il contenuto del libro all’interno della Chiesa, accetteranno le prove contenute in esso? O negheranno tutto?<br />
Cosa significherà questo per atei, agnostici, pensatori laici? Il testo è vero? È falso? Ha importanza?</p>
<p>L&#8217;unica speranza è che questa notizia ispiri i religiosi nel porre domande, invece di puntare il dito o di credere ciecamente nel nulla. Infatti il più grande pericolo della fede, (di qualunque fede da quella religiosa a quella politica) è quello che induce le persone a credere solo in quello che vogliono credere, cercando di difendere l’indifendibile al di la di ogni ragionamento e/o di qualsiasi prova. E cosa possiamo dire invece quando tali prove rivoluzionerebbero la loro fondazione dalle fondamenta creando una sorta di &#8220;crisi di identità&#8221;???</p>
<p>Prendendo spunto da questo mi chiedo cosa sia meglio: credere nella &#8220;fede&#8221; cioè acriticamente in qualcosa al di la della logica o sforzarsi di capire, discutere e confrontarsi per arrivare alla verità??</p>
<p>Per secoli la “difesa” della cieca fede ha spinto le nazioni in guerra; ha generato la violenza più efferata; ha alimentato la discriminazione, la schiavitù; ha generato lo sviluppo di una società di automi in cui stiamo vivendo oggi.<br />
Allora facciamo tutti quanti un gran bagno di umiltà: ricerchiamo le fondamenta del nostro io in totale serenità di confronto, con intelligenza e con la maggiore apertura mentale.</p>
<p>Perchè tanto l&#8217;unica salvezza che abbiamo è quella di imparare dal passato per vivere meglio il nostrofuturo</p>
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